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sono andati al presidio di gaggio montano

Fiom-Cgil, Berco e Fava Solidarietà ai lavoratori Saeco

Fiom-Cgil, Berco e Fava Solidarietà ai lavoratori Saeco

Anche una delegazione di lavoratori di Fava Impianti di Cento e Berco e della Fiom-Cgil di Ferrara ha partecipato a Gaggio Montano, sull’Appennino Bolognese, ad un presidio dei lavoratori ella Saeco...

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Anche una delegazione di lavoratori di Fava Impianti di Cento e Berco e della Fiom-Cgil di Ferrara ha partecipato a Gaggio Montano, sull’Appennino Bolognese, ad un presidio dei lavoratori ella Saeco che fa parte della multinazionale Philips la quale intende tagliare 243 lavoratori. Davanti al portone dell’ingresso vi sono 243 tazzine di caffè, diverse l'una dall'altra, simbolo delle donne e degli uomini che rischiano di restare a casa; vi è inoltre un enorme “grazie” scritto con i chicchi di caffè, riferito alla Philips. La Saeco è un gruppo che produce macchine per caffè, e Saeco Vending, altro stabilimento che occupa oggi circa 300 dipendenti, produce distributori automatici di bevande e snack . Viene fondata nel 1981 da Sergio Zappella e da Arthur Schmed, a Gaggio Montano come Saeco S.r.l.. Il nome della società deriva dalle iniziali della denominazione estesa "Sergio, Arthur e compagnia". L'azienda cresce rapidamente tanto che nel 1985 produce e commercializza la prima macchina da caffè automatica. Nel 1989 Saeco viene ceduta al ricco uomo d'affari austro-americano Gerhard Andingler, la cui proprietà dura fino al 1993, quando i vecchi proprietari insieme ad altri partner italiani, riacquisiscono la società. Nel 1999 acquisisce la Gaggia. Ai tempi d’oro l’occupazione era di 1.500 dipendenti e 500.000 macchine automatiche prodotte. Nel 2004, anno in cui il gruppo viene acquisito dalla Pai Partners, una private equity francese, che rileva il 66,85% dell'azienda bolognese. Nello stesso anno Zappella, uno dei due fondatori, fonderà Caffitaly. Dopo cinque anni di gestione disastrosa, Saeco fu acquisita da Philips nel 2009. L'azienda è leader nella produzione di macchine da caffè in Europa. Il 26 novembre, l’amministratore delegato annuncia un piano di ridimensionamento aziendale e il taglio di 243 lavoratori considerati esuberi. Dopo il primo incontro in sede ministeriale, i vertici hanno incontrato il ministro e ad oggi vi sono spiragli solo nella durata del ricorso agli ammortizzatori sociali. Sullo sfondo c’è l’utilizzo intensivo dello stabilimento rumeno di Orastie, aperto nel 2003, che produce oltre 500.000 pezzi. Dal 27 novembre è iniziato lo sciopero con presidio, una parte dei lavoratori garantisce la produzione.

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