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"Non ci fermeremo finchè Basell non ritirerà il licenziamento"

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La mobilitazione dopo il provvedimento contro il delegato sindacale Luca Fiorini licenziato dall'azienda per un alterco durante le trattative . L'assemblea al Petrolchimico di 1000 operai e 200 al presidio. Si muovono politici locali: l'onorevole Boldini interpella il Parlamento, Calvano in Regione

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FERRARA - «Non ci fermeremo finché l’azienda non ritirerà il provvedimento», ha promesso oggi il segretario provinciale dei chimici Cgil Fausto Chiarioni all’assemblea contro il licenziamento di Luca Fiorini, il delegato licenziato da Basell accusato di aver spinto un dirigente durante le trattatgive del contratto.

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Al’assemblea un muro di bandiere e di lavoratori: duecento al presidio, oltre un migliaio all’assemblea successiva . Lo sciopero intanto continua con percentuali altissime di adesione fino al 14, per poi attivare un secondo ciclo di astensioni, mentre il 20 gennaio è stato proclamato uno sciopero in tutte le aziende del Petrolchimico, compresa l’area ex Solvay.

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«Non credo ci sia nulla di personale nei miei confronti - conferma lo stesso Fiorini - Questa non è una battaglia per salvare una persona dal licenziamento, perché ci sono tante altre persone che perdono il lavoro in silenzio. Questa è una battaglia per salvare la dignità di tutti, perché non si può costringere la gente a star male al lavoro. È in gioco un valore immateriale, ma importantissimo. La politica si è già schierata, e sono fiducioso».

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Molti i sindaci presenti al presidio (Ostellato, Copparo, Portomaggiore, Comacchio, Codigoro) e tanti esponenti e consiglieri del Pd, anche la deputata Paola Boldrini: «Non è esclusa una nostra richiesta di chiarimenti sull’operato dell’azienda con un’interrogazione parlamentare in Commissione Lavoro». A cui si aggiungerà, annuncia il segretario regionale Pd Paolo Calvano, un’interrogazione regionale dei Dem e di Sel sull’onda della forte presa di posizione dell’assessore regionale Patrizio Bianchi. «Il comportamento dell’azienda - ribadisce - è incomprensibile e inaccettabile».
 

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