«Affari ok, ma si poteva andare meglio»
Gli standisti sul Listone: bene oggettistica e gastronomia, in affanno dolciumi e libri. «Rimettete la corsia centrale»
Si prosegue fino a domenica ma è già tempo di bilanci per le 24 attività commerciali che sul Listone hanno dato vita alla tradizionale Fiera del Regalo. Un computo con più luci che ombre, in sostanza. Dal banco di Eros Ragazzi sale il profumo dei dolci: «Pampapato e torrone vanno sempre forte – spiega il giovane -, tutto sommato non è andata male anche se c’è stato un lieve calo rispetto allo scorso anno, particolarmente critico, quando già avevamo avuto un -30%».
Gli esercenti che hanno registrato i migliori risultati sono quelli specializzati nell’oggettistica tipica delle feste natalizie. «Il presepe piace sempre – dice Maurizio Giatti – e tutte le decorazioni le ho vendute bene. C’è stato un bel richiamo in centro anche grazie alla curiosità dell’albero di Natale in piazza. L’intera manifestazione offre un servizio di qualità ormai collaudato, la gente già ci chiede se ci saremo anche il prossimo anno. In questa edizione la sistemazione non ha aiutato: lo spazio era stretto e le persone facevano fatica a defluire».
La causa risiede nella cancellazione della corsia centrale e il suo ripristino è già in cima alla lista dei desideri da presentare all’amministrazione comunale da parte del consorzio dei commercianti. «Un’alternativa – sostiene il presidente Gianni Orlandini – sarebbe ricavare un’altra ottantina di centimetri all’esterno, comunque serve più spazio. Sa quante persone ho visto cadere da quei gradini che sono l’unica via di fuga? Ieri ho visto passeggiare qui il sindaco e funzionari comunali, magari qualcosa si sta muovendo». Venendo al bilancio della fiera zsiamo andati più o meno come l’anno passato – continua Orlandini -, c’è da dire che siamo stati avvantaggiati dal bel tempo. Qualcuno ha sofferto un po’ di più come i banchi dei dolciumi, bene invece l’oggettistica. Le aziende investono 5mila euro, che poi comunque fai fatica a incamerare». Tra i più soddisfatti c’è Paolo Tagliani, tra i suoi addobbi natalizi: «È andata piuttosto bene, contando anche sui tanti ponti. Abbiamo oggetti di qualità, in vendita, come le palline in vetro soffiato, anche ai mercatini di Bolzano: la gente le vede là poi magari le compra qui a minor prezzo». Soddisfatti anche Gianluca e Giorgio Benetti, ieri mattina alle prese con l’inventario: «Quest’anno abbiamo lavorato bene anche con i ferraresi e non solo coi turisti – spiegano i due fratelli -. Il passaparola funziona ancora. Se ci lasciano lavorare e in pace, si va nel verso giusto. Negatività? L’assenza della solita corsia centrale». In calo invece un prodotto come i libri: «Un -10% che si va a sommare a quelli degli ultimi cinque anni – si rammarica Paolo Catani -. I più venduti? I volumi sulla storia locale, si regalano bene. In generale, la manifestazione va valorizzata, evitando il tutti contro tutti tra Confesercenti, Ascom e Comune: le polemiche non servono». Positivo il bilancio dell’azienda agricola Corte Madonnina di Pomposa: Ruggero Ciammarughi racconta che «i ferraresi finalmente cominciano ad apprezzare i nostri vini delle sabbie, ed è vero che il prodotto è migliorato. Il problema sono gli spazi scarsi: la gente se vede la folla non entra nella struttura e va via». Massima soddisfazione infine nello stand delle piadine: «Siamo andati molto bene – dice Matteo Boarini con il suo staff -, la gente ci conosce già in città e il numero dei turisti in crescita, assieme al tempo clemente, si è rivalata un’ottima cosa».
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
