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L’agricoltura perde Beta la società di ricerca emigra

di Maurizio Barbieri
L’agricoltura perde Beta la società di ricerca emigra

Fondata nel 2004, da dieci anni aveva sede nella Fondazione Navarra Tra i vari compiti test sul seme di barbabietole, occupa cinque addetti

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Dopo una decina di anni la Beta, società di ricerca in agricoltura, nata dalla fusione delle competenze e dalla professionalità dei servizi di ricerca del mondo agricolo e industriale della filiera bieticolo-saccarifera italiana, finanziata da Assozucchero ed altri soci pubblici e privati, lascerà il territorio ferrarese per trasferirsi a Minerbio presso lo zuccherificio cooperativo Coprob. Beta (nata nel 2004 e dopo un solo anno a Ravenna si trasferì a Malborghetto) è di proprietà in egual misura della componente agricola e industriale, caso unico di integrazione tra produzione primaria e trasformazione, allo scopo di sperimentare e promuovere tecniche e tecnologie innovative per un rilancio competitivo e sostenibile del settore primario. Beta è accreditata ed autorizzata in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto dove esegue il controllo e la ratatura delle barre irroratrici. Beta allestisce campi sperimentali nei seguenti ambiti: barbabietola da zucchero; colture agro-energetiche (biomasse erbacce e legnose,oleaginose e colture dedicate per la produzione di biogas); colture innovative ad uso no food (per industria chimica,farmaceutica, dei coloranti, ecc.); ad uso alimentare (soia, frumento duro e tenero, ecc.). Le tematiche studiate riguardano: la caratterizzazione delle varietà; lo studio integrato dei fattori agronomici; la difesa da parassiti, malattie e malerbe; lo studio di nuovi metodi di lavorazione e preparazione del terreno e studi sulla sostenibilità economica ed ambientale delle colture. Il 28 dicembre dello scorso anno è stata svolta l’assemblea dei soci ed è stato nominato un liquidatore. Lo zuccherificio Coprob è interessato ad andare avanti con i servizi legati alla ricerca in agricoltura ed hanno assunto tre dei cinque dipendenti di beta. «La crisi risale allo scorso anno quando cinque addetti sono rimasti a casa - spiega il direttore di Beta Niola Minerva - uno di questi è stata riassunta da Coprob un alòtro addetto aveva trovato occupazione mentre i restanti tre sono ancora alla ricerca di un lavoro. Beta in questi anni era diventata un’eccellenza - conclude il direttore - in quanto svolgiamo i test sul seme nuovo messo in commercio dalle varie case sementiere e lo stesso per i prodotti fitoiatrici e le ricerche sulle barbabietole e sulle biomasse». Un patrimonio che Ferrara è destinato a perdere.

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