La Nuova Ferrara

Ferrara

«Non ci sono fondi per il centro»

Codigoro, al “Faro” diversi progetti non partiranno. La protesta delle famiglie

2 MINUTI DI LETTURA





CODIGORO. A quanto è dato sapere il nuovo anno non porterà particolari benefici al centro diurno “Il Faro” di Codigoro. A lanciare l’allarme per tutta una serie di progetti, volti alla socializzazione degli ospiti del centro, è Carla Roin, familiare di un fruitore dei servizi de “Il Faro”, che parla di quanto sta accadendo, a nome di una decina di famiglie che fruiscono dei servizi della struttura e che si stanno unendo in comitato per avere più voce nei confronti delle istituzione e chiedere che vengano ripristinati progetti e servizi. «Un comitato di una decina di famiglie - ha sottolineato Carla Roin - che fruiscono dei servizi offerti vuole avere voce in capitolo sui progetti da farsi per i propri cari e dare anche maggiore forza alle aziende che offrono inserimenti lavorativi ai portatori di disabilità». Per capire il motivo di questo malcontento va spiegato che il centro diurno è di competenza di Asl, ma di fatto viene gestito da Asp. Un centro regolarmente accreditato e definito di fascia A, struttura diurno residenziale conta 25 posti per gli ospiti giornalieri e quattro per quelli che non tornano a casa la sera. L'età degli ospiti della struttura varia dai 16 ai 60 anni. È di poco tempo fa la notizia, che ha portato i familiari a rendere pubblico il disagio, che è stato detto loro che non ci sono più i fondi necessari per finanziare progetti di socializzazione ed inserimento dei portatori di disabilità fisica e psicologica dei fruitori de “Il Faro”, come la velo terapia, il progetto di teatro “Cosquillas” ed altri progetti di teatro ability, che hanno visto l'ultima attivazione ad aprile 2015. «Progetti nati con l’intento di togliere gli ospiti del centro dall’isolamento che la loro disabilità giocoforza porta con se ed oltre al mancato riproponimento dei progetti, perché ci è stato detto che non vi sono i fondi, abbiamo saputo che la psicologa non ha rinnovato il proprio incarico a progetto di collaborazione. Abbiamo interpellato Asl che ha convocato le famiglie in assemblea, ma la risposta che non ci sono fondi non ci è piaciuta. Abbiamo chiesto delucidazione anche in Comune ed all'Asp, ma anche qui le risposte non ci hanno soddisfatto.Per questo stiamo dando vita e forza ad un comitato».

Maria Rosa Bellini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google