Carife, ricorso alla Consulta
Cerniglia (Federconsum) presenta istanza di incostituzionalità per il decreto Salvabanche. Pochi ferraresi alle manifestazioni di protesta
FERRARA. Mentre la protesta contro il salva-banche riprende fiato, ma solo in Toscana e Marche perché a Ferrara di mobilitazioni non se ne vede neanche l’ombra, l’insidia maggiore per gli architetti dell’operazione sembra profilarsi nelle aule dei tribunali. In quella che il 29 marzo ospiterà la causa civile attivata da un ex azionista Carife per 500mila euro di perdite, in particolare, sarà calata una carta pesante, almeno nelle intenzioni di chi ce l’ha in mano, ovvero Massimo Cerniglia, legale di Federconsumatori. «Faremo istanza d’incostituzionalità del decreto legislativo del 16 novembre 2015, quello che recepisce la direttiva europea sul bail-in, che sta alla base del Salva-banche - rivela Cerniglia - Gli articoli dei quali chiederemo la valutazione sono il 16 e il 22, in contrasto anzitutto con gli articoli 42 (tutela della proprietà) e 47 (tutela del risparmio) della Costituzione, ma anche con l’allegato A del protocollo aggiuntivo della Convenzione dei diritti dell’uomo e con la convenzione sulla tutela della proprietà dell’Unione Europea. Abbiamo concrete speranze che la nostra istanza venga considerata non manifestamente infondata dal giudice, e quindi rinviata alla Corte costituzionale. C’è tra l’altro il precedente della Corte costituzionale austriaca che ha dichiarato l’incostituzionalità del bail-in, e si tratta di un precedente rilevante perché appunto in ambito Unione Europea». In caso di accoglimento del ricorso si fermerebbe momentaneamente la causa, l’unica rimasta al tribunale di Ferrara dopo il trasferimento di due procedimenti di fronte al Tribunale delle imprese di Bologna.
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Cerniglia, sempre per conto di Federconsumatori, sta studiando anche l’intrigo giuridico vecchia Carife-Nuova Carife, «pensiamo possa esserci un collegamento di fatto e diritto tra le due banche, e quindi ai giudizi sul mancato rispetto delle regole di comportamento nei confronti dei risparmiatori possano essere citate entrambe in responsabilità solidale». Lo schema dovrebbe essere lo stesso dei bond argentini. Le nuove cause sono alimentate naturalmente dalla marea degli obbligazionisti, che oltre a partecipare a centinaia alla volta ad ogni assemblea organizzata in giro per la provincia (appuntamenti a raffica il 14, 15, 16 e 18 gennaio a Comacchio, Codigoro, Argenta e Copparo) stanno saturando l’agenda appuntamenti di piazza Verdi. «Stiamo viaggiando al ritmo di 8 incontri personalizzati al giorno, ne abbiamo ormai fino a giugno e continuano a contattarci al telefono e via mail. I conti sono presto fatti, siamo ormai vicini al migliaio di appuntamenti» è sempre Zapparoli a parlare. Non c’è praticamente interruzione tra il flusso degli ex azionisti “tosati” già a luglio, e quello dei bondisti subordinati azzerati a novembre, anche se le posizioni sono molto diversificate.
Nessuno di questi risparmiatori bastonati, però, ha mostrato interesse a partecipare alle numerose manifestazioni di protesta che si svolgono soprattutto a Roma, e nemmeno martedì 12, al presidio anti-Consob, si vedrà dunque una presenza significativa di ferraresi. «È così, parliamo con centinaia di risparmiatori infuriati - confessa Zapparoli - ma non appena si prospetta loro la possibilità di partecipare a manifestazioni, o anche a trasmissioni televisive, scatta la ritrosia ad esporsi». Così non ci saranno pullman Federconsumatori in partenza dalla città prostrata dal crollo Carife, solo presenze sporadiche e su iniziativa individuale.
Stefano Ciervo
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