La Nuova Ferrara

Ferrara

Inflazione molto bassa per il petrolio

In un anno in città i prezzi al consumo aumentati dello 0,4%, trasporti e combustibili hanno avuto un calo del 2,6%

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Inflazione ancora rasoterra a Ferrara. Nel mese di dicembre, rende noto l’ufficio statistica del Comune nella tradizionale indagine a campione che anticipa quella Istat, l’inflazione tendenziale annua è a quota 0,4%, dopo che rispetto a novembre si è registrato un calo dello 0,2%. Essendo arrivati a fine 2015, vale la pena di provare a fare un bilancio degli ultimi dodici mesi. La crescita molto contenuta dei prezzi si deve in buona parte al “grande freddo” delle quotazioni petrolifere, arrivate nei giorni scorsi fino a 33 dollari al barile. In generale la divisione dei prodotti che fanno riferimento ai trasporti ha fatto segnare un’inflazione annua negativa del -2,6%: all’interno di questa voce gioca una parte preponderante il costo della benzina, del gasolio e degli altri carburanti. Tutti in picchiata verso il basso negli ultimi tempi. E il cosiddetto “carrello della spesa” invece, un complesso di voci a cui i consumatori sono estremamente sensibili? In questo caso la divisione “prodotti alimentari e bevande analcoliche” fa segnare, in dicembre rispetto allo stesso mese del 2014, un aumento striminzito dello 0,9%. Superiore il livello toccato da “bevande alcoliche e tabacchi” (+2,6%), quindi il portafoglio si è dovuto aprire un po’ di più per i più “viziosi” rispetto agli altri. Per ciò che riguarda le altre categorie commerciali e di servizio, ecco “abbigliamento e calzature” (+1,1%), “abitazione, acqua, energia elettrica, gas e altri combustibili” (+0,7%), “mobili, articoli e servizi per la casa” (+0,7), “servizi sanitari e spese per la salute” (+0,5%), “ricreazione, spettacoli e cultura” (+0,8%), “istruzione” (+1,3%), “servizi ricettivi e di ristorazione” (+0,8%), “altri beni e servizi” (+1,3%). A far notizia è l’aumento dei prezzi (+0,4%) della divisione “comunicazioni”: dopo anni di segni meno, se si fa eccezione per il +0,2% di settembre, torna un rincaro per telefonia mobile e servizi postali. Comunque il ristagno dei prezzi rimane tuttora sul campo in termini generalizzati, segno che si fatica a lasciarsi alle spalle il ristagno dei consumi e che, dal punto di vista più strutturale, non decollano gli effetti del “quantitative easing” lanciato dalla Bce di Mario Draghi, visto che l’inflazione è tuttora bassissima nell’intero continente europeo. Addirittura, tornando al territorio del comune di Ferrara, proprio di questi tempi un anno fa ci si era tuffati nella deflazione, ovvero di situazione di prezzi in calo: il picco fu il -0,6% fatto registrare a gennaio, poi quasi replicato dal -0,5% di marzo 2015. Per un dato pari almeno all’1% bisogna tornare addirittura al marzo 2013.

Fabio Terminali

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