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Ferrara

l’ex responsabile del settore giovanile spal

«Mi raccontò che Mazza era famoso anche a Copenaghen»

di LUCIANO CAZZANTI*
«Mi raccontò che Mazza era famoso anche a Copenaghen»

di LUCIANO CAZZANTI* Conobbi Paolo Mandini quasi 50 anni fa. Io entrai nella Spal nel 1969, poi Paolo divenne assessore allo Sport del Comune di Ferrara e da lì i nostri rapporti si intensificarono....

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di LUCIANO CAZZANTI*

Conobbi Paolo Mandini quasi 50 anni fa. Io entrai nella Spal nel 1969, poi Paolo divenne assessore allo Sport del Comune di Ferrara e da lì i nostri rapporti si intensificarono.

Voglio ricordare alcuni momenti della nostra amicizia. Ai primi di novembre 2015 mi telefonò e mi disse: «Ciano (lui mi chiamava così), sto scrivendo un libro sulla nostra Spal e mi occorre un po’ di materiale». Venne l’indomani mattina e rimase a casa mia due ore. Esaminò il materiale sportivo e intanto parlammo tanto di Spal, di quella Spal che non c’è più. Scelto il materiale, mi disse: «Ciano vedrai che libro».

Un altro ricordo (ne ho tanti) quando andammo a trovare la signora Carla Mazza e suo marito l’ing. Terenzoni, Paolo raccontò un aneddoto: «Mi trovavo a Copenaghen e smarrii il passaporto. Andai al commissariato di Polizia e dissi di essere di Ferrara, il commissario in uno stentato italiano disse: “Ah, Ferrara, la Spal, Paolo Mazza”, rimasi senza parole, ero emozionatissimo».

Andammo altre volte a trovare la signora Carla e ci riceveva sempre con tanta cordialità ed amicizia. Alla morte del presidentissimo Paolo Mazza, Paolo ci chiamò nel suo ufficio, eravamo il d.s. Biagio Govoni, io e il presidente della Figc sig. Paolo Gherardi che gettò l’idea di fare un torneo giovanile intitolato alla sua memoria. Paolo disse con Govoni: «Biagio, l’organizzazione è affidata a Ciano». Io accettai con grande emozione, avevo lavorato otto anni con Paolo Mazza. Fu un grande torneo, oltre alla categoria Giovanissimi, aprimmo alla categoria Allievi. Si creò un opuscolo con l’aiuto dei giornalisti ferraresi e gli editoriali furono scritti dai migliori giornalisti della carta stampata e della televisione. Scrisse anche Paolo un articolo sull’opuscolo. Poi Paolo lasciò il Comune. Con l’aiuto del nuovo assessore allo Sport di allora, dott. Bratti, con il sig. Cavallari (funzionario comunale) e il dott. Gianni Barotti, riuscimmo a portare al torneo tre squadre allievi estere, il Sant’Etienne (Francia), il Lerida (Spagna) e lo Zeljeznicar di Sarajevo. Tanti di questi ragazzi hanno poi giocato tra i professionisti in Europa, su tutti Ebin Dzeko, oggi alla Roma.

Paolo aveva tanti amici, nel calcio e non. Tra quelli fuori voglio ricordare Eolo Cimatti, tra i calciatori di quella lontana Spal, primo Lucio Mongardi, poi Ottavio Bianchi, poi Pezzato, Goffi, Donati ecc... ecc... . Da non dimenticare Renato Cipollini e tanti altri dirigenti. Ecco, il mio dolore è grande, nell’abbracciarmi mi disse: «Ciano, ci facciamo gli auguri più avanti». Purtroppo non lo vidi più. Ciao Paolo, ricorderò sempre quelle due ore trascorse in casa mia, quando abbiamo parlato di tutto. Spero un giorno di incontrarti insieme a Paolo Mazza e Biagio Govoni e tanti amici scomparsi. Parleremo di calcio, della nostra Spal, di quella Spal.

Un pensiero va alla famiglia di Paolo, alla figlia Stefania, alla moglie signora Paola, e a tutti i tuoi famigliari.

Ancora un abbraccio..

*Ex responsabile

settore giovanile della Spal

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