Ferrara saluta Mandini: aveva imboccato la strada giusta anche se stretta
Mondo ex Pci e Pd, coop e sport al funerale: «Era serio e onesto, un valore riconosciuto da tutta la città»
FERRARA. Qualcuno, tra la folla raccolta nella parrocchia dell’Immacolata, l’ha definito un funerale “sincero”. Chi era presente ieri alle esequie di Paolo Mandini ne aveva apprezzato il «messaggio innovativo» e «l’esempio politico». Lo stimava per la sua onestà, anche intellettuale, lo ammirava per la sua umanità. Uno che - come ha ricordato monsignor Umberto Poli, che ha celebrato la funzione assieme al parroco don Giovanni Camarlinghi - aveva «imboccato la strada giusta anche se stretta».
È stato un intreccio di strette di mano e di abbracci per la moglie Paola Cardinali e per la figlia Stefania, accompagnata dal marito Luca. Erano più o meno in trecento in chiesa, ex compagni, ex colleghi della cooperazione, ex giocatori di calcio, come Luigi Pasetti e Marco Tartari (che recentemente ha perso il fratello Pierluigi, vittima di una sanguinosa rapina ad Aguscello) o ex allenatori delle giovanili della Spal come Luciano Cazzanti, persone che avevano condiviso con Mandini la passione per lo sport. C’era il vecchio Pci dell’ex sindaco Radames Costa, che ha chiacchierato - nel piazzale della chiesa - con uno dei suoi successori: Roberto Soffritti, dominatore del partito quando - tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 - Mandini assieme ad un gruppo di ‘dissidenti’ decise di avviare una battaglia alla luce del sole, forzando il dogma che “oscurava” il dibattito interno sulla questione morale, dal caso PalaSpecchi ai rapporti con la Costruttori. E c’era Fiorenzo Baratelli, anche lui ex esponente della minoranza del partito, sodale di Mandini assieme a Luciano Bertasi, Giovanni Fioravanti e altri: «Bravo Fiorenzo, un bell’articolo su Paolo!», lo ha accolto uno dei presenti.
E c’era il Pd, presente in massa con il sindaco Tiziano Tagliani, gli assessori Aldo Modonesi e Massimo Maisto («Mandini non aveva scelto il conformismo ed era un esempio di coerenza»), il segretario regionale Paolo Calvano, la consigliera regionale Marcella Zappaterra («è stato un interlocutore prezioso per il territorio») e il segretario provinciale Luigi Vitellio («la sua critica era politica, mai scadeva sul personale»). Tra gli amministratori anche l’ex presidente della Provincia, Giorgio Dall’Acqua, e l’ex sindaco di Ferrara e sindacalista Gaetano Sateriale; ma a rappresentare il sindacato c’era pure il segretario provinciale della Cgil, Raffaele Atti.
Nutrito era il drappello dei cooperatori, da Mirco Dondi (Coop Estense, società di cui Mandini aveva curato la comunicazione) a Mario Zucchelli e Tino Cesari (ex Coop Estense). Monsignor Poli ha ricordato «l’aiuto che, quando era in Coop Estense, Mandini garantiva ai più bisognosi, come i detenuti. Era un buon cristiano, anche se non tanto praticante. Un modello per tutti che aveva sempre presente un precetto: “Non preoccuparti delle parole ma di quello che si fa”. Sono le opere che veramente dividono i buoni dai cattivi». Uno dei motivi, il suo impegno concreto nelle cose, che «spiega il valore riconosciutogli dalla comunità», ha commentato Tagliani. Mentre per Dondi l’ex compagno, aveva «segnato la strada per una nuova leva di amministratori».
Egidio Checcoli lo ebbe come responsabile provinciale Fgci «quando io stavo muovendo i primi passi nella Fgci di Argenta. Ne apprezzavo la coerenza». Per Sergio Caselli (cooperazione) «era serio e onesto, mai banale». Anche il tenente colonnello dei carabinieri Andrea Firrincieli ha avuto parole d’affetto: «Un amico personale e una persona speciale». Una stima che superava le barriere politiche. «Era una persona meravigliosa, onesta e intelligente» per gli ambientalisti Sergio Golinelli e Barbara Diolaiti.
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