La marcia dei 400 a tutela degli animali
Da diverse parti d’Italia fino a Comacchio dopo la morte del cane Jula avvelenata a Lido Volano
COMACCHIO. Con una margherita bianca tra le mani o fissata al collare del proprio cane oltre 400 persone ieri mattina hanno sfilato per le vie del centro storico lagunare al grido di “Ci sono delle polpette, troviamo chi le mette”. Alla “marcia per Jula”, promossa dall’associazione sportiva dilettantistica Melting Pet di Bologna e da Davide Celli, in collaborazione con tante altre associazioni bolognesi, ha partecipato in prima fila anche Margherita Girotti, l’educatrice cinofila, “proprietaria” di Jula, il border collie di 7 anni rimasto vittima di un’esca avvelenata, ingoiata durante una passeggiata al lido di Volano il 27 dicembre scorso. «Margherita collabora con diverse associazioni – ha detto durante il corteo Laura Rizzoli, tra gli organizzatori dell’associazione Melting Pet – nell’ambito di progetti di pet therapy con i bimbi e ora la mancanza di Jula si fa sentire anche per loro».
Davide Celli, figlio dell’entomologo Giorgio Celli scomparso nel 2011, in testa al corteo, si è detto soddisfatto per l’incontro con il sindaco sul Trepponti, punto di ritrovo da cui ha preso il via la manifestazione pacifica. «Ci terremo in contatto con il sindaco Fabbri – ha commentato Celli, da tempo impegnato in battaglie animaliste -, per incastrare chi semina polpette al veleno e ci ha assicurato il massimo impegno. Abbiamo anche consigliato al sindaco – ha aggiunto Celli -, un’opportunità, attraverso un corso di addestramento per cani a riconoscere le esche avvelenate». Tra striscioni e palloncini a forma di margherita, tanti i partecipanti con il loro cane al guinzaglio e in mezzo a loro anche Margherita, educatrice cinofila: «Ringrazio innanzitutto – ha detto Margherita -, tutte le persone che sono qui oggi e che con la loro vicinanza ed il loro affetto fanno la differenza. Penso che quello che ha vissuto Jula sia stato un atto criminale e si immagini per me, con la mia bimba di 8 anni cosa abbiamo vissuto – si è sfogata la giovane educatrice cinofila – in quegli attimi, vedendo il nostro cane sussultare in auto con convulsioni irrefrenabili, senza poter fare nulla e provando a chiamare, anche se prese dal panico, tutti i numeri di emergenza possibili».
Qualcuno, ascoltando lo sfogo di Margherita, si è commosso e con le lacrime che rigavano il viso ha convenuto che il rispetto degli animali non sia solo una questione di sensibilità e di civiltà, ma un valore imprescindibile di una società moderna. In corteo anche un’insegnante, Donatella Sulis con tutta la IV C della scuola primaria Fattibello di Comacchio.
«I bimbi sono rimasti colpiti e hanno partecipato volentieri – ha sottolineato Donatella – perché per loro è stata un’esperienza toccante, unita a principi importanti, come l’amicizia ed il rispetto per gli animali. In classe si è parlato del fenomeno delle esche avvelenate e gli alunni hanno condannato con forza gesti così inqualificabili».
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