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Portomaggiore, tragedia al poligono: trovati i corpi delle tre vittime

Portomaggiore, tragedia al poligono: trovati i corpi delle tre vittime

Le operazioni di ricerca  a rilento per le condizioni del capannone dopo il rogo, ma alla fine durante lo sgombero delle macerie, i corpi delle tre vittime sono stati trovati. Tre avvisi di garanzia per concorso in omicidio e incendio colposi

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PORTOMAGGIORE. Trovati i resti delle tre vittime. Muove i primi passi l'inchiesta sulla tragedia del poligono di Portomaggiore. Scattano tre avvisi di garanzia, per concorso in omicidio e incendio colposi. Raggiungono i titolari del poligono, padre e figlio, e la tesoriera dell'Associazione Asd Poligono. Durante le prime operazioni di sgombero delle macerie, i resti delle tre vittime sono stati individuati nella zona dell'ingresso del capannone, in prossimità della porta tagliafuoco del primo piano che dava l'accesso alle scale.  Alle 21.35 le salme sono state portate verso Ferrara, all'Istituto di Medicina Legale.

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Per loro il Comune di Masi Torello ha già deciso il lutto cittadino mentre la corsa contro il tempo per trovare le salme era partita nel tardo pomeriggio di lunedì con le operazioni preliminari per la messa in sicurezza del capannone del poligono. Nella mattina di martedì, si continuerà a mettere in sicurezza la struttura, per poter poi entrare ed esaminare le macerie alla ricerca della spiegazione di quano accaduto..

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Per consentire questi preliminari nel pomeriggio la procura ha nominato come consulente tecnico d'ufficio l'ingegnere Cristiano Cusin, ex comandante dei vigili del fuoco di Ferrara. E contestualmente ha notificato i tre avvisi di garanzia che dalla primissima ipotesi di incendio colposo è stato rubricato in omicidio colposo. Il consulente della procura dovrà coordinare le operazioni di demolizione e messa in sicurezza e soprattutto le ricerche dei corpi e reperire con la squadra di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco e della scientifica dei carabinieri tutti gli elementi che potranno essere fonte di prova dell'inchiesta aperta dalla procura.

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Occorrerà, come accaduto nelle operazioni preliminari all'esterno in prossimità dell'ingresso, setacciare metro dopo metro l'area del capannone: ed è stato proprio qui che sono stati trovati i resti umani. Poi, una volta sotto le capriate in sicurezza o distrutte, si dovrà selezionare e raccogliere reperti che possano indicare le cause dell'incendio e della morte al primo piano delle tre persone, rimaste, di fatto, intrappolate all'interno.

L'inchiesta aperta dalla procura dopo la tragedia, dunque, sta già avanzando. E dovrà accertare se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza, spiegare perché i tre, che si trovavano al piano superiore, siano rimasti intrappolati, tentando di uscire: l'indagine dovrà accertare se vi fossero i maniglioni antipanico che aprono dall'interno le porte, anche se nel caso di poligoni di tiro vi sarebbe una normativa differente da quella antincendio e di sicurezza, che prevede che non vi debbano essere: per ragioni di sicurezza infatti l'apertura dei portoni sarebbe azionata (per impedire a persone, in questo modo sotto controllo, di uscire con un'arma) da chi controlla la struttura e che dovrebbe però sganciarsi in casi di emergenza.

Il sindaco di Masi Torello, Riccardo Bizzari, ha proclamato il lutto cittadino per i due masesi Maurizio Neri e Lorenzo Chiccoli due delle tre vittime della tragedia del poligono di tiro di Portomaggiore.

Dopo una giornata vissuta nell’attesa hanno trascorso una notte lunghissima, segnata dall’angoscia (e da un flebile filo di speranza), le tre famiglie ferraresi che non hanno più notizie dei congiunti scomparsi dal momento in cui una palla di fuoco e di fumo ha divorato e distrutto il poligono di tiro di via Cattaneo, a Portomaggiore.

Tre persone, due di Masi Torello e una di Portomaggiore, segnalate da ieri come ‘disperse’ dopo l’avvio delle ricerche e dei primi riscontri sulle presenze registrate all’interno dello stabile che ospitava il tiro a segno. I nomi hanno iniziato a circolare solo in tarda serata, frutto - sembra - anche delle verifiche compiute sulle auto parcheggiate fuori dal capannone, mentre dai paesi hanno iniziato a rimbalzare voci allarmate. Si tratta di Lorenzo Chiccoli, 73 anni, pensionato e cacciatore, di Masi San Giacomo; Paolo Masieri, 47 anni, appassionato di soft air, conosciuto da tanti a Portomaggiore come titolare di un panificio aperto dal padre in via Dante; Maurizio Neri, 66 anni, di Borgo Sant’Anna (Masi Torello), pensionato, cinofilo, ex dipendente di un’azienda di trasformazione di frutta e pomodoro, la Valli Estensi.

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La cronaca

Ore 9.45: prima lo scoppio, poi il fumo nero e via Cattaneo n.15 a Portomaggiore diventa scenario di una delle tragedie più pesanti degli ultimi anni nell’intera provincia. L’interno del capannone che da circa due anni ospita l’Asd Poligono è stato nel giro di pochi secondi avvolto dalle fiamme: tre persone hanno perso la vita e altre cinque sono rimaste ferite in maniera lieve e portate all’Ospedale Sant’Anna di Cona. Le vittime sarebbero Lorenzo Chiccoli, 73 anni; Paolo Masieri, 47 anni e Maurizio Neri, 66 anni. Difficile, al momento, dire con certezza cosa possa aver fatto scatenare l’inferno, anche se secondo una prima ricostruzione l’aria all’interno sarebbe stata satura di gas a causa di un malfunzionamento del sistema di pompaggio forzato e l’esplosione sarebbe stata innescata da una scintilla provocata da un cortocircuito o da una delle pistole.

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Il poligono di Portomaggiore vede due linee di tiro al piano terra e altre quattro al piano superiore. Al momento dell’esplosione almeno sei persone si trovavano di sopra e tre di queste non sarebbero riuscite a scappare. Il motivo, ancora da capire anche se si potrebbe pensare ad un cattivo funzionamento delle porte tagliafuoco ma può anche darsi che le vittime abbiano perso i sensi prima dell’arrivo dei soccorsi e di conseguenza sarebbero rimaste intrappolate. La prima squadra dei vigili del fuoco è arrivata dopo pochi minuti e due uomini si sono precipitati immediatamente all’interno, proprio nel momento in cui parte del solaio è crollata, ferendoli in maniera lieve. Capita la gravità e la portata dei fatti, tutti i distaccamenti della provincia hanno mandato rinforzi e sul posto sono giunte anche diverse ambulanze che hanno portato i feriti all’ospedale Sant’Anna di Cona.

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Al lavoro, per tutta la giornata, carabinieri, polizia, polizia municipale, guardie forestali e protezione civile. Lo stabile che ospita il poligono sorge in mezzo alle case, nella parte est del paese e pertanto è stato necessario, per motivi di sicurezza, evacuare la maggior parte dei residenti nella via, alcuni dei quali hanno potuto rientrare qualche ora dopo mentre la casa adiacente al capannone è stata al momento dichiarata inagibile.

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Il fumo nero ha reso ben presto l’aria quasi irrespirabile e tutti i cittadini sono stati invitati, per mezzo di un altoparlante, a restare nelle case con le finestre ben chiuse. I vigili del fuoco hanno lavorato ininterrottamente e con la massima prudenza considerato che il fuoco non ha risparmiato nulla e lo scheletro della struttura ha dato più volte segni di cedimento.

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Attorno alle 15 gli uomini della scientifica sono arrivati sul posto ma non sono potuti entrare, così come il Pubblico ministero Ombretta Volta accompagnata dagli uomini della Guardia di finanza alle 16 circa. Impossibile, considerate le condizioni, trovare le tre persone rimaste all’interno e alle 17 è stato deciso di sospendere le ricerche, ricerche che saranno riprese questa mattina alle 8.

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Ai nomi dei dispersi, visto che tutti i documenti sono andati distrutti, le forze dell’ordine sarebbero arrivate partendo dalle targhe delle macchine parcheggiate all’esterno della struttura. Già nella giornata di oggi, si potrebbe capire qualcosa in più sulla dinamica dell’incidente anche se i tempi tecnici per tutti gli accertamenti saranno molto lunghi. Certamente principale indiziato resta l’impianto e tutto il sistema di sicurezza che in un poligono vede delle norme rigidissime cui attenersi scrupolosamente.

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Le strade attorno al luogo della tragedia sono rimaste e rimarranno chiuse fino a che la messa in sicurezza non sarà completa e può anche darsi che alcuni residenti saranno nuovamente invitati a lasciare le case per qualche ora se verrà ritenuto opportuno procedere con la demolizione della struttura e la conseguente bonifica dell’area. Una giornata, quella del 10 gennaio, che resterà impressa nella memoria degli abitanti di Portomaggiore che vedono aprirsi una ferita importante e profonda, difficile da rimarginare.

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