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«Ho portato altri in salvo poi, fuori, sono svenuto»

«Ho portato altri in salvo poi, fuori, sono svenuto»

Il racconto all’ospedale di un superstite fuggito dal poligono in fiamme: «Tutto è avvenuto all’improvviso. Un fumo nero ha invaso gli ambienti»

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FERRARA. È steso su un lettino al Pronto Soccorso del Sant’Anna in una giornata caotica per i numerosi pazienti che hanno dovuto far ricorso alle cure e all’assistenza della struttura sanitaria dell’ospedale di Cona.

Ma lui lo si riconosce anche a distanza, perché il volto e le mani sono ancora ricoperti di fuliggine. Lui è Daniele, un uomo che abita in una frazione dell’argentano e che al momento dello scoppio si trovava all’interno del poligono di tiro di Portomaggiore. È uno dei testimoni di quanto è successo ed ha la forza di raccontare quei terribili momenti. Di tanto in tanto usa un fazzoletto di carta per pulirsi ancora da quel nero fumo marchiato sulla pelle che non vuole saperne di andare via.

«Come sto? - risponde alla domanda mentre è steso sul lettino con la mascherina per l’ossigeno e una flebo che lo alimenta - Adesso un po’ meglio, ma sono stati momenti davvero tragici. Ad un certo punto l’ambiente in cui eravamo, non ricordo in quanti, è stata invasa da un fumo denso, l’ambiente è cominciato a diventare buio e l’aria irrespirabile. Ho subito cercato di mettere in salvo alcune persone che si trovavano all’interno vicino a me. Ricordo che ci sono due vie d’uscite ed ho cominciato a portato fuori alcune persone. Cosa pensavo in quei momenti? A niente, assolutamente non hai tempo per metterti a pensare, l’istinto ti porta a cercare di metterti in salvo, te e le persone che ti stanno vicino, senza calcoli, è l’istinto di sopravvivenza. Quando sono uscito, ho avuto anche un calo di tensione, le forze mi sono mancate improvvisamente e sono stramazzato a terra. Sono poi stato soccorso ed ora eccomi qui in ospedale».

Da circa tre anni Daniele frequenta quel circolo di tiro, ma non conosce tutte le persone che lo frequentano ne è in grado al momento di ricordare in quanti fossero, al momento dello scoppio all’interno della struttura.

Mentre aspetta di fare nuovi accertamenti, dopo una prima visita generale nella quale appunto gli hanno prescritto l’uso dell’ossigeno e l’alimentazione tramite flebo, ha già avvisato a casa che sta relativamente bene, che si trova all’ospedale per ulteriori accertamenti.

«Non so proprio cosa possa essere successo - dichiara ancora Daniele, steso sul lettino del pronto soccorso - è stato tutto così rapido e improvviso, questo grande fumo denso che ha cominciato ad invadere tutto l’ambiente oscurandolo. Se ho notizia delle altre persone all’interno? No, ripeto, ho aiutato delle persone ad uscire e lasciato il poligono in fiamme ed è stato in quel momento, una volta al sicuro, che mi sono mancate le forze».

Gian Pietro Zerbini

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