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Coldiretti: bisogna valutare caso per caso

Coldiretti: bisogna valutare caso per caso

Risarcimenti, ieri prima assemblea per informare i soci sulle due possibili strade da imboccare

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Si è svolto ieri pomeriggio il primo di tre incontri, organizzati da Coldiretti e rivolti ai propri soci per valutare quali azioni intraprendere a tutela degli azionisti e obbligazionisti Carife. Una riunione molto affollata, con l'obiettivo di dare informazioni legislative e capire cosa si può fare allo stato attuale, in una situazione in continuo divenire. «Vogliamo aiutare le aziende nostre socie che lavorano in agricoltura, mettendo a disposizione gli strumenti che abbiamo per capire il problema, offrire informazioni e valutare i singoli casi. In questa partita - ha detto Claudio Bressanutti, direttore di Coldiretti - noi come Coldiretti non siamo mai entrati, sebbene siamo stati invitati a entrare nel "poltronificio" Carife, ma non ne abbiamo mai fatto parte».

«Abbiamo ricevuto in questi giorni oltre 400 segnalazioni di casi ha proseguito Bressanutti - e ci siamo decisi a fare incontri sul territorio. L'obiettivo è capire a che punto siamo, individuare una forma e dare degli strumenti legali per analizzare le singole situazioni»,

L'avvocato Giuliano Onorati ha spiegato la condizione che si è venuta a creare in seguito all'introduzione del cosiddetto decreto Salva-banche, vale a dire la costituzione di tre soggetti: una banca vecchia che riunisce i fondi a capitale perduto, le azioni e le obbligazioni; la Nuova Carife, detto anche ente ponte, che fa attività bancaria con operazioni non più in sofferenza, in attesa di essere acquistata, e la bad bank, che incamera i rapporti incagliati (crediti difficili da riscuotere) cercando di realizzando il massimo da queste sofferenze». Si sente dire di tutto in questi giorni. La situazione è in divenire, ed è difficile dare indicazioni precise. Le strade possibili sono due, ha spiegato: o si sostiene che c'è stata responsabilità da parte di qualcuno che ha provocato l'azzeramento della società, e quindi si intraprende un'azione contro l'amministrazione, oppure si valuta se c'è stata una violazione delle norme sulla trasparenza, vale a dire che i titoli non sono stati venduti dando le informazioni corrette, anche in relazione al profilo dell'investitore. Entrambe sono azioni risarcitorie. Claudio Bressanutti, a questo proposito, afferma che "Coldiretti, da un punto di vista politico, sta seguendo la prima via. «Faremo un approfondimento circa la responsabilità dell'amministrazione per dare un segnale su quella che è la nostra posizione». L'avvocato chiarisce a sua volta che «ad oggi non c'è una modalità precisa, che sarà definita con decreti legislativi trascorsi 90 giorni dalla data di promulgazione della legge di stabilità del 28 dicembre. Per cui le modalità si conosceranno solo a marzo».

Il legale ribadisce la necessità di valutare caso per caso. I soci possono presentare all'ufficio di zona tutta la documentazione che attesti il numero e la quantità di titoli, il titolare o i titolari dell'investimento, quando è stato acquistato, e verrà fatta una valutazione. «L'obiettivo è quello di offrire una consulenza ai soci, e capire se ci sono i presupposti per andare avanti o meno» chiarisce Bressanutti. Un nuovo incontro è previsto oggi sempre alla sede di via Bologna e domani a Copparo.

Veronica Capucci

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