La "denuncia" del procuratore Cherchi: poligoni privati, una normativa labile
Il capo della procura fa il punto sull'indagine in corso per il tiro a segno di Portomaggiore: l’incendio è stato così virulento che ha distrutto tutto ciò che ha incontrato. In corso la perizia tecnica e le perizie medico legali sui resti delle tre vittime
FERRARA - I periti hanno concluso le operazioni di raccolta dei reperti sotto il capannone del poligono di Portomaggiore e da oggi, martedì 12 gennaio, le indagini tecniche dei vigili del fuoco e del perito della procura, l’ingegner Cristiano Cusin dovranno accertare le cause dell’incendio che ha fatto crollare la struttura e ucciso tre persone e ne ha ferite altre 5.
Anche i resti delle tre vittime, ciò che è rimasto dopo l’inferno all’interno del capannone, al primo piano, sono a disposizione della medicina legale che dovrà eseguire accertamenti minuziosi e l’autopsia: dovranno in primis, tramite il Dna, accertare l’identità delle salme e di ciò che resta.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.12764510:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.12764510:1650624488/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«L’incendio è stato così virulento - ha spiegato il procuratore capo Bruno Cherchi, facendo il punto delle prime indagini con la Nuova Ferrara - che ha distrutto tutto ciò che ha incontrato, i materiali e purtroppo anche chi era presente», le tre vittime, intrappolate all’interno negli spazi del primo piano: Paolo Masieri di 47 anni, Lorenzo Chiccoli di 73 anni e Maurizio Neri di 66 anni. «Si tratta di un caso particolarmente grave - ha aggiunto Chechi - Un caso così grave non è mai accaduto in campo nazionale: sono in corso gli atti urgenti per le procedure di messa in sicurezza della struttura e poter avviare le prime indagini». Da qui i tre avvisi di garanzia, con le ipotesi di disastro colposo e omicidio colposo plurimo, inviati ai tre responsabili del poligono, dell’associazione sportiva Asd che lo gestiva: i titolari, padre e figlio e la tesoriera. Atti dovuti, ribadisce il procuratore, per iniziare l'attività di indagine.
«Si tratta di un indagine complicata - sottolinea Cherchi - e occorrerà studiare minuziosamente ciò che è rimasto dopo l’incendio».
"L’obiettivo primario dei primi atti - ha aggiunto Cherchi - è quello di cercare e trovare il punto di innesco delle fiamme e le modalità con cui si è sviluppato l’incendio. Al momento si hanno solo ipotesi e nessun dato certo: attendiamo le relazioni di vigili del fuoco e carabinieri per poter iniziare a fare valutazioni concrete».
Le verifiche investigative dovranno anche accertare come è stato costruito il capannone, riadattato a poligono e se siano stati eseguiti a norma i più recenti interventi edilizi.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.12764511:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.12764511:1650624488/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Su un fatto il procuratore Cherchi - che segue l’inchiesta assieme alla titolare, la pm Ombretta Volta - ha voluto fare una sottolineatura, energica ed ha le idee chiare: «La normativa in materia per i poligoni di turno privati è labile. Il testo unico, il regolamento in materia, non richiede da un prima esame particolari autorizzazioni. Stiamo accertando tutti questi aspetti anche perchè ribadisco è il primo caso che capita, anche a livello nazionale. Ripeto - ha aggiunto incalzato - da un primo esame e da ciò che si registra sulle disposizioni per associazioni private le regole sono abbastanza labili. Non occorrono autorizzazioni di nessun tipo? Occorre solo segnalare l’apertura dell’attività agli organi di pubblica sicurezza».
Un caso sempre locale-nazionale, dunque, che potrebbe stavolta diventare un classico precedente nazionale per una riforma dellam ateria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
