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Libera professione, entrare con l’assegno in sala operatoria

Libera professione, entrare con l’assegno in sala operatoria

Ferrara, da 500 a 9mila euro: breve (e inedito) elenco dei costi sostenuti dai pazienti che scelgono il chirurgo di fiducia nell'ospedale pubblico

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FERRARA. Quanto costa essere seguiti dal proprio chirurgo di fiducia fin sul lettino operatorio? In genere si tratta di dati noti ai soli addetti ai lavori e ai pazienti che si affidano al medico da cui vogliono essere operati. Al di fuori di questa cerchia ristretta le informazioni circolano attraverso il passa parola. Le cifre che pubblichiamo nella tabella accanto, fornite dall’azienda ospedaliera Sant’Anna, possono aiutare il lettore a capire, al di là delle supposizioni e dei sentito dire, quando può pesare sul bilancio dell’assistito la scelta di un canale alternativo alla lista d’attesa ordinaria.

Quest’ultima è la strada scelta dalla stragrande maggioranza dei pazienti dell’ospedale pubblico mentre l’intervento in regime libero professionale viene frequentemente scambiato e confuso con l’attività esercitata da professionisti privati: in realtà si tratta di un elenco di prestazioni e di specialisti che il servizio sanitario regionale consente di mettere a disposizione dell’utenza di una struttura pubblica (in questo caso l’azienda Sant’Anna) per rispondere alla richiesta di chi preferisce affidarsi ad uno specialista di fiducia che lavora in ambito pubblico.

«L’attività libero-professionale (alp) - precisano dal Sant’Anna - fa parte dei nostri compiti istituzionali, non ha nulla a che fare con l’attività privata. È un modo di rispondere alle richieste dell’utenza che desidera essere assistita da un centro sanitario pubblico e dal personale che vi opera». La tariffa include il costo dei sanitari (medici, infermieri, equipe), della tecnologia utilizzata e il ricarico amministrativo (la somma versata all’ospedale). Salta all’occhio, tra le dodici prestazioni elencate nella tabella, la variabilità degli importi. Dai 575 € con cui si può asportare un nevo, una macchia o una neoformazione tumorale dal volto ai 2400 € di un intervento ordinario nel distretto bocca-maxillo facciale (4.217 € se l’operazione è di tipo complesso), ai 3.885 € per l’asportazione di una cisti maxillo-mandibolare, ai 3.259 € per la rimozione di un linfonodo sentinella in regime ordinario (2.762 € in day surgery), ai 3.536 € per l’ernia inguinale, ai 5.044 € per la chirurgia del setto nasale e seni paranasali, ai 6.497 € per la mastectomia parziale (asportazione di una parte della mammella). Il conto decisamente salato di 9.186 € è riferito al trattamento post-operatorio del cedimento della muscolatura dell’addome con fuoriuscita di un’ernia e tiene conto della complessità dell’intervento (viene inserita una retìna contenitiva nell’addome).

L’alp vale circa l’1.5-2% del bilancio globale dell’azienda Sant’Anna e nonostante vada incontro alle richieste di una parte dell’utenza viene spesso guardata con fastidio. Soprattutto perché chi paga per entrare in sala operatoria attende di solito molto meno di chi sceglie il regime ordinario.

Il Sant’Anna ha annunciato recentemente un piano per migliorare la trasparenza dell’attività in alp. Sull’attività chirurgica ordinaria restano alcuni nodi: l’aumento delle urgenze con intasamento delle liste d’attesa (ed entro il 2016 saranno tagliati in provincia altri 45-46 posti letto), l’impegno necessario per mantenere il rispetto dei tempi fissati per il trattamento dei tumori in presenza di un contenimento dell’attività svolta in sala operatoria e il calo della chirurgia minore, che tende a spingere i pazienti fuori provincia. (gi.ca.)

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