La Nuova Ferrara

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Protesta anche a Milano nella sede di Basell

di Alessandra Mura
Protesta anche a Milano nella sede di Basell

Luca Fiorini ieri ha partecipato all’assemblea nel capoluogo lombardo Cgil impegnata a portare in città Susanna Camusso per lo sciopero del 20

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Si sta diffondendo, come un contagio, l’ondata di sdegno per il licenziamento del delegato sindacale Luca Fiorini da parte di LyondellBasell. Proprio ieri Fiorini era a Milano, in una sede commerciale della multinazionale della chimica per partecipare all’assemblea dei lavoratori indetta insieme a uno sciopero. In attesa che venga fissata la data della causa di lavoro, dopo il ricorso contro il licenziamento presentato dal delegato e la denuncia all’azienda per comportamento antisindacale avanzata dalla Cgil di Ferrara - in piazza Verdi si sta lavorando alle iniziative di mobilitazione, a cominciare dallo sciopero di tutte le aziende del Petrolchimico in programma per il 20 gennaio. L’obiettivo è quello di portare a Ferrara il segretario generale della Camera del Lavoro, Susanna Camusso, che già all’indomani del licenziamento di Fiorini era intervenuta per denunciare il gravissimo “inedito” ferrarese ormai diventato un caso nazionale. Lo ha ribadito anche il segretario generale dei chimici, Emilio Miceli, alla partecipata assemblea che si è tenuta giovedì 13 gennaio nella sala mensa del Polo Chimico, al termine del presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, accompagnato da un forte richiamo al governo perché cambi la rotta sulle politiche del lavoro.

È stata una sequenza di “anomalie”, quella che è approdata al licenziamento senza precedenti di un delegato sindacale durante una trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Una vertenza che si era fatta incandescente dopo l’episodio del licenziamento-lampo di due dipendenti, poi reintegrate proprio grazie alla pressione esercitata dalle Rsu sulla dirigenza. Una marcia indietro che con ogni probabilità ha innescato forti tensioni tra dirigenti.

Ma la vicenda aveva soprattutto indotto i rappresentanti dei lavoratori a insistere per l’introduzione di una norma (peraltro già prevista nell’integrativo 2014) che impegnava Basell a cercare tutte le possibili soluzioni di ricollocazione dei dipendenti in caso di soppressione dei posti di lavoro. Il licenziamento di Fiorini, 52 anni di cui 27 al servizio di Basell, è maturato proprio nel corso di questo delicato confronto con l’azienda. Basell ha accusato Fiorini di aver “violato la legge” e la “policy aziendale” per il comportamento avuto durante l’incontro del 17 dicembre. La difesa del delegato, e le testimonianze degli altri sindacalisti presenti, raccontano una versione molto diversa, escludendo qualsiasi violenza nei confronti della controparte. L’azienda ha poi cercato di riprendere la trattativa, incontrando però un muro di protesta unitaria da parte dei sindacati.

E di Fiorini si occuperò anche il parlamento: i deputati ferraresi Paola Boldrini e Alessandro Bratti hanno annunciato un’interrogazione alla Commissione Lavoro.

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