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«Tanti alle assemble e pochi in piazza, vi spiego perché»

«Tanti alle assemble e pochi in piazza, vi spiego perché»

All’assemblea di Federconsumatori del 5 dicembre - la prima dopo il decreto “salva-banche” - il grande salone del Rivana Garden si è rivelato troppo piccolo per ospitare tutti gli azionisti e...

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All’assemblea di Federconsumatori del 5 dicembre - la prima dopo il decreto “salva-banche” - il grande salone del Rivana Garden si è rivelato troppo piccolo per ospitare tutti gli azionisti e obbligazionisti. Questo scarto fortissimo tra presenze alle assemblee e presenze nelle piazze, il presidente di Federconsumatori Ferrara Roberto Zapparoli se lo spiega così: «La tensione era e resta molto alta tra i risparmiatori, ma è molto probabile che nel risparmiatore ferrarese prevalga una certa riservatezza ad apparire in tv o a mostarsi di piazza. Fa parte di un atteggiamento del ferrarese, che è più riservato, più discreto nel parlare dei propri interessi dei toscani. Nelle assemblee ci si sente invece in un ambiente più protetto, in cui vi sono posizioni fra loro più simili».

Zapparoli ieri era a Roma per il convegno “ I problemi irrisolti del sistema bancario italiano nella prospettiva europea” organizzato da Adusbef e Federconsumatori; le due associazioni - a proposito del sit-in davanti alla Consob . hanno affermato che «sarà gradita esclusivamente la presenza di tutti coloro che condividono le nostre posizioni di tutela delle vittime del risparmio tradito. Non vorremmo che qualcuno possa costituire con la propria presenza e con parole d’ordine completamente diverse, una vera e propria provocazione, che si configurerebbe come reato di ’turbativa di manifestazione organizzata”». Zapparoli fornisce la chiave interpretativa di questa preoccupazione: «È una precisazione molto opportuna, in queste occasioni può capitare che si infiltrino comitati strumentalizzati da forze politiche e hanno obiettivi e strategie diversi da quelli delle associazioni che hanno promosso la manifestazione».

Ieri a Roma si è parlato anche di rimborsi, dell’arbitrato, della possibile differenza di trattamento tra le obbligazioni subordinate sottoscritte nel 2013 (è il caso di Banca Etruria che fece l’emissione quando era già in cattivissime acque) e quelle ad esempio sottoscritte nel 2006-2007 (è il caso di Carife che all’epoca se la passava bene). In base a questo criterio sarà più facile che siano i toscani a finire nella colonna dei “truffati” piuttosto che i ferraresi. «Abbiamo qualche dubbio su questa complessa questione, la partita è tutta da verificare - osserva Zapparoli -, noi stiamo facendo doverose e faticose verifiche personali anche sulla classificazione della clientela fatta da Carife in base alle quale si potevano fare o no certi investimenti. Le vicende della quattro banche sono diverse tra loro, il caso Carife è diverso da tutti gli altri. Per quanto riguarda l’arbitrato, la politica deve fare chiarezza, non si capiscono bene i percorsi, gli attori...nonostante ciò in giro c’è chi paventa delle certezze, vedremo quanto fondate». (m.p.)

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