La Nuova Ferrara

Ferrara

ferrara

«Carife, le posizioni si riavvicinano»

«Carife, le posizioni si riavvicinano»

Gli ‘azzerati’ ferraresi tornano rincuorati dall’incontro con la Consob: hanno riconosciuto che non siamo speculatori

3 MINUTI DI LETTURA





C’è un cambio di ‘clima’ attorno ai risparmiatori di Carife e degli altri tre istituti di crediti colpiti dal salva-banche. Ne sono convinti i ferraresi che hanno partecipato ieri alla manifestazione di Roma, davanti alla Consob, anche a seguito dell’incontro con i vertici della commissione borsa, al quale ha partecipato, prendendo la parola, anche Mirko Tarroni (Amici Carife). «Ho esposto anzitutto l’enorme disagio del nostro territorio e le specificità della situazione Carife ma ho potuto cogliere segnali importanti nei nostri confronti: non veniamo più considerati - riporta il risparmiatore ‘azzerato’ - degli speculatori che hanno cercato di guadagnare su titoli rischiosi, ma risparmiatori che si sono visti cambiare in corsa le condizioni dei loro investimenti, e sono rimasti intrappolati. Lo stesso presidente Giuseppe Vegas, che era collegato in videoconferenza, non ha potuto che concordare su casi come il mio: le mie obbligazioni ordinarie rendevano più di quelle subordinate, che hanno un rischio più elevato e sono state appunto azzerate, di che speculazione stiamo parlando? Inoltre è stato ribadito da parte della commissione che l’applicazione retroattiva della normativa sulla risoluzione (quella che ha comportato l’azzeramento delle subordinate, ndr) non è loro, ma è stata imposta dall’Unione europea».

Tarroni è stato nella sede Consob per un’ora, assieme ad un “collega” di Carichieti e alla delegazione Codacons, a parlare con Vegas e, in carne e ossa, con il direttore Angelo Apponi, il segretario generale Guido Stazi, il responsabile stampa e un legale. I Codacons si sono presi la scena con un botta e risposta sulle possibili azioni legali (l’impugnativa dei bilanci è possibile solo nel caso di Etruria ed è comunque ardua), ma i ferraresi non sono su questa linea: «Noi non vorremmo arrivare alle azioni legali, è l’ultima spiaggia perché, ho ribadito anche alla Consob, sarebbe un danno per tutti - è ancora Tarroni a parlare - Per noi la strada preferibile è quella del rimborso integrale per gli obbligazionisti e una forma di ristoro per gli ex azionisti, magari attraverso azioni e warrant della nuova banca». Non compete a Consob la risposta, ma qualche segnale sul fronte della messa a disposizione per questo scopo di parte del ricavato della vendita dei crediti deteriorati, è pure arrivato. L’associazione Vittime del salva-banche, che ha organizzato la mobilitazione di ieri, ha addirittura giocato la carte dell’appello all’Ue: «Non dovrebbe il guadagno della vendita delle sofferenze essere utilizzato per rimborsare gli azionisti e gli obbligazionisti? - chiede in una lettera inviata ieri a Bruxelles - Perché l’Europa permette che il governo italiano faccia un regalo al Fondo di risoluzione e, indirettamente, alle grandi banche che lo finanziano, piuttosto che proteggere i risparmiatori truffati?».

In ogni caso la trasferta di ieri è servita ai ferraresi per risollevarsi il morale, dopo le accuse d’immobilismo lanciate dai “colleghi” toscani. Metà del viaggio nel pullman degli empolesi ha rinsaldato i rapporti, l’arrivo di rinforzi da Goro, Migliaro e Napoli fa vedere più rosa: «La prossima volta puntiamo a riempire almeno un pullman» chiude Tarroni.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google