Il lutto cittadino per il giorno dei funerali
Portomaggiore renderà omaggio alle vittime della tragedia «Siamo vicini alle famiglie. Un abbraccio a quella del concittadino Masieri»
PORTOMAGGIORE. Il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli ha annunciato la volontà dell’amministrazione di proclamare il lutto cittadino «il giorno in cui saranno fissati i funerali di Paolo Masieri». Minarelli ribadisce che «la ferita è ancora aperta ed è molto dolorosa. Tutta la comunità di stringe attorno alle famiglie delle vittime. La speranza è che si faccia presto chiarezza». Difficile prevedere quando verranno fissati i funerali di Masieri. Nella relazione del medico legale giunto sul posto, si parla di “resti umani” trovati all’interno del capannone; bisognerà adesso studiarli e analizzarli prima di restituirli ai parenti. «Non possono dire niente - aggiunge Minarelli - e non perché non voglia farlo, semplicemente perché al momento non ho informazioni aggiuntive rispetto a quanto già detto e scritto. Tutto quello che avevamo nei nostri uffici circa la struttura è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria ed essendo un’attività privata, l’amministrazione potrebbe essere anche non chiamata più in causa».
La notte tra lunedì e ieri è passata in maniera più tranquilla a Portomaggiore anche se l’angoscia si tocca con mano. «Ho visto movimento dei vigili del fuoco già all’alba - racconta il titolare di un bar in centro, sotto i portici - Mi hanno detto che alcuni focolai si sono accesi e quindi è stato necessario li loro intervento per almeno due volte». I rilievi all’interno del capannone hanno visto la parola fine, mentre continuano quelli nella casa che vede un muro portante in comune allo stesso. «I mobili all’interno si sono gonfiati, gli impianti saltati - raccontano i testimoni - Molto probabilmente per loro non sarà più possibile entrare, soprattutto se verrà stabilito che il capannone va demolito per intero». Preoccupata per le condizioni della oro abitazione, anche la famiglia che “condivide” la corte con il poligono anche se, fumo a parte, la struttura sembrerebbe non avere danni particolari.
Esce a firmare una raccomandata i ragazzo biondo che abita davanti all’ingresso del poligono. «Non ho niente da dire. Niente di niente. Saranno i tecnici a stabilire e spiegare cosa è successo». Un fiocco rosa, invece, è spuntato sulla porta di una delle villette che affacciano sul retro della struttura: in tutta quella confusione è nata una bimba, un importante segnale della vita che, inevitabilmente, va avanti.
Dopo tre giorni di “assalto” da parte dei media, i residenti a Portomaggiore torneranno alla loro routine, anche se lo scheletro del capannone e l’odore acre che ancora riempirà l’aria per qualche tempo, non aiuteranno a mettere da parte, nella mente, quanto successo.
Dimenticare no. Nessuno potrà rimuovere la lunga giornata di domenica 10 gennaio. Un inizio anno decisamente in salita. (an.bo.)
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