Pagamenti tramite Pos «Così abbiamo più spese»
I commercianti contestano l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici Si chiede ai parlamentari ferraresi una maggiore tutela della categoria
Troppe spese a carico dei commercianti e delle piccole imprese deriva dall’obbligo di accettare i pagamenti tramite Pos a prescindere dagli importi.
Lo sostiene Confesercenti che, con l’obiettivo di sollecitare alcuni correttivi alla misura prevista dalla legge di stabilità e destinata a breve a essere oggetto di uno specifico decreto attuativo, si rivolge pubblicamente ai parlamentari ferraresi.
«In realtà – spiega il direttore provinciale dell’associazione di categoria, Alessandro Osti – l’obbligo di accettare moneta elettronica è già in vigore da un paio d’anni, ma in caso di diniego non è prevista una sanzione, che dovrebbe essere prevista invece in futuro. Siamo preoccupati perché questo tipo di adempimento rischia di rivelarsi un appesantimento, un ulteriore fardello a carico delle microimprese. Ma si sa, le banche sono soggetti che fanno la voce forte in questo paese».
A pesare infatti sono le commissioni pagate agli istituti di credito, i costi per operazioni applicati dalla banca per gli accrediti delle somme sul conto corrente (mediamente da 1 a 2 euro a operazione), i costi telefonici di collegamento dell’apparecchio e della chiamata che si effettua ogni volta che si paga, oltre ai costi per il noleggio del Pos (anche 30 euro ogni mese). Per Confesercenti il ragionamento è che il pagamento elettronico non conviene affatto alle imprese e che vada a ricadere su categorie sensibili e in particolare su quelle che sono di fatto esattori per conto dello Stato, come benzinai e tabaccai. Alcuni esempi: nel caso di un’edicola impegnata a vendere una carta telefonica, le commissioni bancarie possono raggiungere anche fino al 60% del margine lordo, mentre per un titolare di distributore di carburante possono arrivare fino al 40% in caso di carta di credito. Non c’è una posizione contraria a prescindere circa la diffusione della moneta elettronica, che è utile per diminuire i rischi connessi alla gestione del contante, cosa nient’affatto disprezzabile visto il pericolo di rapine; tuttavia Confesercenti con questa sua iniziativa, rivolgendosi come detto ai parlamentari eletti in provincia, chiede una più adeguata tutela del tessuto commerciale diffuso e avanza la richiesta di «abbassare i costi come già avviene in altri paesi europei e percorrere la strada degli incentivi fiscali da riservare a imprese e consumatori». «C’è anche – aggiunge il presidente dell’associazione con sede a Ferrara in via Darsena, Paolo Benasciutti - il problema del trasferimento dati per via elettronica, spesso non funziona bene. Poi per verificare l’effettivo pagamento spesso serve tempo e ulteriore lavoro. Non possono essere i commercianti a pagare queste agevolazioni, per pagamenti minimi serve la gratuità. Saremo meno flessibili ora e può darsi che qualche Pos finirà per rompersi, almeno nel mio negozio».
Fabio Terminali
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