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Il razzismo corre sul web

Addio alla vita e gara all'insulto

RAFFAELE RINALDI*

Ferrara, il commento di Raffaele Rinaldi (associazione Viale K)

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Leggere alcuni commenti apparsi sulla Nuova Ferrara online a proposito del ragazzo che si è lanciato sui binari mentre il treno sfrecciava, mi ha atterrito e un senso di sfiducia nell’umanità mi aveva ormai travolto insieme al ragazzo. Commenti razzisti per davvero, perché frasi come “un nero di m… in meno” - e altre dello stesso tenore - non saprei come definirle altrimenti se non come espressione grafica di malvagità gratuita o lo sfogo social-socializzante di qualcuno che ha problemi personali più o meno seri, oppure semplicemente di persone che hanno smarrito - oltre che se stessi - anche il rispetto per la sacralità della vita. Oltre a star male da un punto di vista sia emotivo che razionale mi chiedo se - da un punto di vista giuridico - ci siano o meno gli estremi per una denuncia, avvisando i familiari, ovviamente. Perché qui non si tratta di opinioni, ma di odio. Qui si tratta di gioire e invitare a brindare della morte di una persona che viveva nel Ferrarese con la presenza di alcuni familiari già da diversi anni. Ancor prima di informarsi, conoscere la sua storia, il suo nome, i motivi del gesto o non-gesto, già si gioca nell'assurda gara all'insulto.
Ricordo che l'anno scorso morì Mario in stazione, un signore italiano di una certa età, ebbene..non gliene fregava niente a nessuno allora come per il ragazzo di oggi. Quindi mi chiedo: di cosa stiamo parlando?
Fa pensare che - in barba alla Giornata della Memoria ormai prossima - fenomeni come il razzismo non sono ancora oggetto di archivio nella coscienza collettiva contemporanea. Sembra essere qualcosa che ci portiamo sempre appresso come un “peccato originale”. Riaffiora sempre, con forza... Abbiamo ancora gli anticorpi perché non accada esattamente ciò che accadde quasi un secolo fa? L'umanità potrà mai riscattarsi da questa cattiva coscienza?
Almeno fino a qualche anno fa ci si vergognava solo a pensarle certe cose, adesso si ha l'idiozia, l'ignoranza e il "coraggio" sufficiente a dirle apertamente. Certo si, il coraggio... quello contro i deboli, gli ultimi, quelli ai margini, quelli messi “peggio” di noi, specchio a volte del peggio che è in noi. La civiltà purtroppo non è un dato acquisito, non passa da un dna all'altro, non si trasmette biologicamente, ma va sempre conquistata alla barbarie, si può perdere in qualsiasi momento. Ci vuole la fatica della resistenza all'idiozia di ogni tempo, perché se per civiltà intendiamo il succo di quei commenti allora è bene per tutti che scompaia… magari sotto il treno di un nuovo umanesimo. Nel frattempo qualche commento è sparito, ma rimpiazzato da nulla. Un nulla che “non serve a niente metterlo alla porta, perché ovunque, già da tempo e in modo invisibile, esso si aggira per la casa. Ciò che occorre è accorgersi di quest'ospite e guardarlo bene in faccia” è una citazione di Heidegger quando descrive il nichilismo.
Dobbiamo svegliarci, poiché è ora di fare i conti.
*Associazione Viale K
 

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