La Nuova Ferrara

Ferrara

«Da Basell provocazioni intimidatorie»

di Alessandra Mura
«Da Basell provocazioni intimidatorie»

Le Rsu aziendali accusano: vogliono incutere timore e accusare il sindacato. Nessuna trattativa senza il reintegro di Luca

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La chimica del gruppo Eni sciopera contro la vendita di Versalis, i lavoratori ferraresi mettono sul piatto anche il licenziamento del delegato sindacale Luca Fiorini da parte di LyondellBasell. Sarà doppio, al Petrolchimico, il significato delle 8 ore di astensione dal lavoro proclamate dai sindacati in tutte le aziende per giovedì 20 gennaio. Non a caso il segretario generale della Cgil Susanna Camusso sarà proprio a Ferrara nella giornata di mobilitazione generale della chimica, anche perché tra i timori sulla cessione di Versalis a un fondo speculativo statunitense e il trattamento riservato a Fiorini dagli “americani” di Basell c’è il collante di un progressivo disimpegno nelle tutele e nelle garanzie per l’occupazione e gli investimenti. Lo sciopero di giovedì, per tutti gli impianti Eni e Saipem, è stato confermato al termine dell’incontro di martedì a Roma tra sindacati, dirigenti Eni (assente però l’ad Descalzi) e il ministro Federica Guidi, le cui conclusioni - ha sottolineato il segretario generale della Filctem Emilio Miceli «non le abbiamo reputate rassicuranti». Da parte delle organizzazioni sindacali resta infatti ferma la contrarietà «alla ricerca di una partnership per Versalis tutta orientata verso fondi speculativi che hanno interesse, per loro stessa natura, a investimenti con ritorno a breve per i loro investitori». Tanto più che la “candidata” SK Capital «fin qui ha fatto acquisizioni e partecipazioni per cifre irrisorie», con il rischio che «possa trasferire il debito dell’acquisizione sulle spalle di Versalis, pregiudicandone definitivamente la possibilità di mantenere gli investimenti volti alla riconversione in chimica verde».

Avanti con lo sciopero, dunque, che a Ferrara si alimenta anche della risposta al licenziamento di Fiorini, dopo la reazione massiccia da parte dei lavoratori del Polo chimico e delle istituzioni del territorio. E se la Cgil ha denunciato Basell per comportamento antisindacale, la stessa motivazione ha indotto le Rsu a inviare all’azienda una lettera di diffida: il motivo è la mail inviata da Basell nei giorni scorsi ai lavoratori «i cui contenuti e modalità comunicative prefigurano un evidente comportamento antisindacale», come «mettere in gioco quote economiche per la risoluzione del problema in essere». L’azienda, in sostanza, vorrebbe “archiviare” il caso-Fiorini e chiudere l’integrativo in cambio di incentivi. Basell ha dunque convocato un incontro lunedì per riprendete la trattativa «ma noi non ci presenteremo ad alcun incontro - ribattono le Rsu - perché la condizione minima imprescindibile è oggi quella del ritiro del provvedimento di licenziamento del delegato Luca Fiorini». Ma a pesare sono anche «alcune provocatorie considerazioni aziendali finalizzate a incutere timore alle persone e accusare il sindacato». In particolare, riferiscono le Rsu, l’azienda avrebbe dichiarato che l’ad Basell negli Stati Uniti si sia dichiarato stupito che un atto violento abbia incontrato la solidarietà di un intero territorio, al punto che «la tensione che si è generata nel sito potrebbe compromettere i futuri investimenti a Ferrara». Una versione poco credibile, replicano le Rsu: «È più probabile che l’amministratore delegato si stia interrogando sulla credibilità e adeguatezza del gruppo dirigente che gestisce i tavoli negoziali e le relazioni industriali».

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