«Dagli scavi emergerà la storia di Bondeno»
Biancardi dopo la scoperta in duomo: altri saggi a ridosso del campanile permetteranno di capire se la torre matildea è nata come struttura difensiva
BONDENO. Oggi alle 15,30, Daniele Biancardi, responsabile del museo civico “G. Ferraresi” di Stellata, terrà una lezione sul tema: “La storia dell’archeologia a Bondeno”, alla sala 2000. Un tema mai di così stretta attualità, ora che il territorio sta progressivamente svelando i suoi tesori, dalla Terramara di Pilastri, fino al sottosuolo del duomo di Bondeno. Dove si svolge in questi giorni un saggio di scavi, alla ricerca della storia della città. «Le indagini nella chiesa arcipretale – spiega lo stesso Biancardi – sono molto interessanti, sia per l'aspetto artistico, sia per quello archeologico. Gli affreschi ritrovati (databili tra il ‘400 e il ‘500) documentano l'opera meritoria di don Francesco da Fiesso. Il quale, dopo la metà del '400, si impegnò nella riedificazione della chiesa e nel suo probabile ampliamento. Difatti, il ritrovamento archeologico al centro della navata dimostra l'esistenza di un grosso pilastro di sostegno, probabilmente una delle colonne portanti dalla chiesa romanica».
Soprintendenza, parrocchia e Studio Caselli associati hanno permesso di svolgere questo saggio di scavi che, con gli opportuni finanziamenti, potrebbe consentire di utilizzare pratiche meno invasive di ricerca, aprendo una finestra sulla storia. Sulla struttura che giace sotto il duomo, «la datazione è ancora incerta, ma la possiamo collocare fra il XII e il XIII secolo. Ulteriori scavi archeologici, che verranno eseguiti nella prossima primavera, nel perimetro dell'antica chiesa, sia all’interno che all’esterno, permetteranno probabilmente di ritrovare il vecchio muro della chiesa stessa. Ulteriori scavi, e forse più interessanti sotto il profilo storico, verranno eseguiti a ridosso della Torre Matildea – dice Biancardi – che presenta, già ora, tracce più antiche, forse dell'XI secolo; la torre ha una struttura alla base che affonda nel terreno per circa tre metri, ed è molto corposa. L'indagine ci permetterà di capire se si tratta del primo campanile o di una struttura difensiva “a torre”». Di certo, «con il prossimo restauro del crocifisso ligneo trecentesco, collocato in uno degli altari di sinistra della chiesa, sarà possibile riconsegnare ai bondenesi una "nuova chiesa" restaurata e documentata dal punto di vista archeologico e artistico». È un momento di grande fermento, per il territorio, con rinnovato interesse per la cultura, «la quale – ammette Biancardi – sta vivendo una nuova, intensa stagione: dopo le ricorrenze dedicate alla stampa del primo libro a caratteri mobili in Italia, avvenuta proprio a Bondeno nel 1463, all'epoca di quel don Francesco da Fiesso, che riedificò la chiesa, ricorrono quest'anno i 500 anni della stampa dell'Orlando Furioso, a opera di Giovanni Mazzocchi dal Bonden che, il 22 aprile 1516, consegnò all'Ariosto le prime copie del suo capolavoro letterario. La ripresa in settembre della quarta campagna di scavo nella Terramara di Pilastri "costringerà" anche i più riottosi e refrattari alle cose culturali a recarsi a Bondeno; dove, fra una cosa e l'altra, si potrà gustare le vera cucina ferrarese, rimasta praticamente nel solo ristorante Tassi».
Mirco Peccenini
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