Dopo la tragedia a Ferrara nuova legge sui poligoni
Il deputato Bratti (Pd) designato relatore: troppi incidenti, norme da rifare. Nell'incendio di Portomaggiore tre morti
PORTOMAGGIORE. Sui poligoni di tiro privati la normativa presenta non poche lacune. Questo non significa che i gestori dell’Asd non abbiano rispettato la legge, anzi. Gli stessi sono stati descritti da tutti come persone, soprattutto Fabrio Ghesini, estremamente precise e meticolose. Ecco quindi che, molto probabilmente, il ragionamento sta a monte. Sul fatto che le norme siano labili, è d’accordo anche il procuratore Cherchi il quale, riferendosi a quanto accaduto a Portomaggiore, è tornato sull’enorme gravità del fatto. Anche per i difensori dei tre indagati siamo davanti a «un buco normativo, ma l’interno era in sicurezza».
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E come spesso accade, dopo la tragedia (...sempre dopo) «l’ufficio di presidenza della Commissione Ambiente di Palazzo Montecitorio ha deliberato la calendarizzazione del disegno di legge relativo all’introduzione di nuove disposizioni per la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza nei poligoni da tiro sia pubblici che privati a prima firma Fabbri, designando me come relatore». Ad affermarlo l’onorevole ferrarese Alessandro Bratti, presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
«La tragedia di domenica scorsa avvenuta al poligono di Portomaggiore - spiega Bratti - è solo l’ultima di una serie di incidenti, anche mortali, avvenuti nel corso degli anni all’interno dei poligoni da tiro, di natura sia pubblica che privata. La normativa di settore ci appare ambigua e frammentata e questo provvedimento nasce dall’esigenza, non più procrastinabile, di garantire la piena incolumità pubblica, specie in presenza di poligoni di tiro situati in prossimità di abitazioni civili o attività industriali, e di esercitare un controllo sui possibili effetti che questi potrebbero determinare dal punto di vista dell’inquinamento acustico ed ambientale».
«A questo proposito - conclude - con la collega Fabbri stiamo predisponendo un’interrogazione in cui chiediamo ai Ministri competenti se siano a conoscenza del fatto che la regolamentazione riguardo alla sicurezza di tali strutture è lacunosa e non aggiornata rispetto alle esigenze di sicurezza che devono essere garantite nei territori».
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