Ferrara, Bankitalia sbugiarda la Commissione Ue
La risposta ai sindaci estensi: è stato Bruxelles a impedire il salvataggio e imporre le perdite a obbligazionisti e azionisti
Il testo integrale di Bankitalia
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FERRARA. Bankitalia sbugiarda la commissaria europea Margrethe Vestager e lo mette nero su bianco nella risposta alla lettera firmata un mese fa dal presidente della Provincia, Tiziano Tagliani, e da tutti i sindaci ferraresi. Proprio ieri con un’intervista sul Sole 24 Ore la commissaria alla Concorrenza ribadiva concetti, «la Commissione non può imporre nulla. Lavora con i governi. Sono le autorità nazionali a prendere la decisione ultima», che il capo della segreteria di Bankitalia, Gianluca Trequattrini, confuta senza mezzi termini: «A fine agosto la Commissione (europea, ndr) ha comunicato formalmente l’obbligo di stand still previsto dalla Banking communication del 30 luglio 2013. Nel corso dei successivi contatti gli uffici della Commissione hanno ribadito la necessità che l’intervento del Fondo interbancario prevedesse la preventiva compartecipazione alle perdite da parte di azionisti e creditori subordinati».
Lo stand still significa che lo Stato è tenuto a non erogare l’aiuto progettato, in pratica a non proseguire nella strada tracciata con la ricapitalizzazione Carife da parte del Fondo interbancario approvata da Bankitalia, e il successivo passaggio riguarda appunto l’azzeramento di azioni e obbligazioni junior, come precondizione per salvare le banche. Trequattrini poi risponde alle accuse dei sindaci sui silenzi seguiti all’assemblea del 30 luglio («per quattro mesi i risparmiatori ferraresi sono stati in balìa di un silenzio incomprensibile, per poi vedersi modificata quella proposta in termini assolutamente peggiorativi»), con le argomentazioni ormai note: ci si è fermati «per l’esigenza di ottenere la prevista autorizzazione da parte della Bce» e capire appunto il parere della Commissione Ue.
Se però questo orientamento era già noto da mesi prima, per via del caso Tercas, e l’inutile attesa ha provocato «l’aggravamento della situazione della banca» che ha portato alla risoluzione nel calderone delle altre banche, viene da chiedersi il perché del “balletto” assembleare. Altra domanda, posta da Alan Fabbri (Lega): se è vero, come dice Trequattrini, che il dissesto Carife risale a «scelte strategiche sbagliate poste in essere nello scorso decennio dagli organi della banca e da operazioni di credito che hanno generato perdite rilevanti», come mai Bankitalia non ha commissariato dopo il caso Vegagest, nel 2009? E perché appunto Carife è finita nel salva-banche, «con quel decreto il governo ha voluto coprire l’operato di Bankitalia sacrificando Carife?» insiste il leghista.
Alla fine della lettera c’è anche un ramoscello d’ulivo ai sindaci: Bankitalia accoglie la loro richiesta di «un percorso d’incontri» con la Nuova Carife, per rassicurare sul legame con il territorio. Il presidente Roberto Nicastro è già avvertito.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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