Ferrara, casa occupata da 70 cani. Un’altra fumata nera
Ventiduesimo tentativo di sfratto fallito ieri mattina in via Catena. Appello alle associazioni per trovare strutture disposte ad accogliere gli animali
FERRARA. Il ventiduesimo tentativo di sfratto ha avuto lo stesso esito dei 21 che lo hanno preceduto dal 2011 a oggi: un nulla di fatto e un rinvio tra due mesi.
Si trascina ancora l’interminabile stallo in cui da quattro anni si trova imprigionata la signora Emilia Gavioli la cui casa di via Catena, affittata ufficialmente a un’anziana, è ora occupata abusivamente dal figlio e dalla sua compagna e stipata con una settantina di cani tipo shitzu.
L’ultimo ordine di sgombero dell’immobile con l’ausilio della forza pubblica firmato dal tribunale di Ferrara risale a metà dicembre, ma ieri mattina l’ennesima “spedizione” dell’ufficiale giudiziario, accompagnato dal maresciallo della stazione dei carabinieri di Porotto, da due veterinari dell’Asl, nonché dalla proprietaria della casa (che dal 2011 non percepisce l’affitto) si è scontrata di fronte allo stesso scoglio: il rifiuto dell’occupante di lasciare i cani e l’impossibilità di trovare loro una adeguata collocazione, considerato che le spese per il loro mantenimento sarebbero accollate nientemeno che alla già danneggiata proprietaria.
Lo stesso tribunale aveva disposto che l’Ufficiale giudiziario, in collaborazione con Comune, Asl, individuasse canili anche extra provincia disposti ad accogliere gli animali, anche a piccoli gruppi, chiedendo di farsi carico del trasporto. Una disposizione che la signora Gavioli - ormai stremata da una vicenda paradossale nella sua palese ingiustizia - trasforma ora in un appello.
Il tribunale, inoltre, ha trasmesso gli atti alla procure perché valuti eventuali ipotesi di reato, come quella di maltrattamento di animali, premettendo comunque che «non è dato capire le reali condizioni dei 70 cani detenuti in abitazione privata» dal momento che l’occupante - abusivo, non titolare del contratto di affitto e con quattro anni di canone non pagato - non ha concesso all’ufficiale giudiziario l’ingresso nell’abitazione. Se ne riparlerà il 23 marzo.
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