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I giovani e i social Attori dell’economia senza saperlo

I giovani e i social Attori dell’economia senza saperlo

Lezione di educazione civica digitale del blogger Bandiera I “segreti” del web svelati agli studenti delle superiori

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Una giornata diversa dal solito quella trascorsa ieri da 270 studenti delle scuole superiori di Ferrara. Grazie alla collaborazione con il Comune di Ferrara, che ha supportato iniziative tese ad aumentare le competenze digitali e a migliorare anche la consapevolezza nell' uso delle nuove tecnologie, gli studenti hanno potuto partecipare a una lezione di "Educazione Civica digitale", sotto la guida di Rudy Bandiera, noto blogger e consulente web. All'incontro, svoltosi nella Sala Estense dalle 10 alle 12, hanno partecipato gli studenti degli istituti "Ariosto", "Bachelet", "Einaudi", "Roiti", "Carducci" e "Copernico-Carpeggiani".

È lo stesso Rudy Bandiera, a spiegarci che oggi «i ragazzi sono onnivori e bulimici nell'uso dei nuovi media, in particolare dei social network. Li usano in maniera naturale, come se fossero mezzi distaccati dalla realtà. Devono invece comprendere che quanto loro scrivono sui social, ha importanti ricadute nella vita quotidiana».

L'assessore con delega all'informatica Roberto Serra, introduce spiegando che «questo momento è uno degli appuntamenti che il Comune ha organizzato per ridurre il gap dell'alfabetizzazione digitale». Concetti ripreso dall'assessora Annalisa Felletti, che ricorda come per la generazione dei nativi digitali «sia importante fruire in maniera consapevole delle nuove tecnologie».

È un Rudy Bandiera particolarmente brillante quello di ieri, che nelle inedite vesti di professore di scuola superiore, (insegna all'Università), ha creato una lezione interattiva, spiegando in maniera divertente concetti molto importanti. «Voi pensate di essere al centro del business, in realtà voi lo siete», esordisce Bandiera. Attraverso le biografie di personaggi che hanno rivoluzionato la comunicazione, come Tim Berners-Lee che ha creato il web al Cern di Ginevra, Bandiera ha mostrato come tutti i nostri dati, vengono incamerati nella rete. Chiunque abbia un account Google, per esempio, che sia Google plus o un account gmail, "regala" i suoi dati a questo motore di ricerca. Google è uno dei siti più visitati al mondo. Sono stati anche coniati termini e inseriti nel dizionario, come "googlare", per indicare la ricerca in Google».

Ma non è finita qui. «Tutti i file che collochiamo in Google Drive vengono letti. La ricerca che noi facciamo, muove l'economia di un paese. Esiste un algoritmo in base al quale Google ci mostra le cose che a noi interessano». Lo stesso vale per i social network, come Facebook o Instagram, tra l'altro comperato da Mark Zuckerberg. «Facebook ha un miliardo e mezzo di utenti. Ma non siamo noi a decidere quello che vediamo. In base ai nostri like o commenti, o gruppi ai quali aderiamo, la società di Zuckerberg ci mostra gli amici con cui interagiamo più spesso, e quindi anche le pubblicità e le inserzioni sono create per noi». Un mondo affascinante quello dei network, che però non è immune da rischi, come quello di sviluppare ludopatie o dipendenze da iperconnessione, come ha spiegato Rudy Bandiera.

Veronica Capucci

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