«Monsignor Baviera ha donato tanto a Cento»
Chiesa di San Lorenzo gremita per i funerali, alla presenza dell’arcivescovo Zuppi Addio commosso della città al sacerdote: sul feretro la sciarpa della Benedetto
CENTO. «Oggi, quell'amore in cui ha tanto creduto nella sua vita, accoglie per sempre il nostro monsignor Salvatore Baviera. Come lui stesso ci ha insegnato, solo quello che doniamo, resta. E lui ha donato tanto a Cento. È ciò per cui ha speso la sua vita e la sua intelligenza». Ieri nella Chiesa di San Lorenzo, l'ultimo commosso saluto a monsignor Salvatore Baviera, deceduto lunedì mattina all'età di 90 anni. A presiedere la celebrazione, accanto a don Stefano Guizzardi e a don Giulio Gallerani, l'arcivescovo Matteo Maria Zuppi. Una cerimonia intensa e coinvolgente, accompagnata dalla Cappella musicale di San Biagio diretta dal maestro Pier Paolo Scattolin. Sul feretro, la sciarpa della Benedetto XIV, squadra di basket che monsignor Baviera fondò negli anni '60. È davvero tanto infatti, ciò che Mons, così era chiamato dai Centesi, ha donato a Cento. Anima di un vero fermento, a Cento monsignor Baviera ha dato tanto in termini di fede e cultura: la squadra di basket, l'oratorio di San Biagio, la chiesa di San Giovanni Bosco, il cinema, il teatro, il circolo fotografico, la biblioteca capitolare, il Centone, la radio, il Centro Studi Baruffaldi, la coop culturale Città di Cento, la Cappella musicale, la Rassegna nazionale dei presepi, le mostre, e tanto tanto altro. Anche l'arcivescovo emerito, il cardinale Carlo Caffarra, si è unito spiritualmente alla preghiera. Parole commosse, quelle lette da don Stefano: «Baviera è stato un sacerdote esemplare, per il suo intelligente zelo pastorale, per la grande sensibilità culturale, per la grande fiducia e stima con cui gli arcivescovi bolognesi lo hanno circondato. A lui si deve la fondazione dell'Istituto di Storia della Chiesa di Bologna. La tradizione della nostra chiesa, terreno fertile per l'innovazione e le sfide future dell'evangelizzazione. Negli ultimi anni ha vissuto le difficoltà con serena dignità e nella preghiera». Tutti insieme per l'ultimo saluto a monsignor Baviera, in una chiesa di San Lorenzo gremita, e maxischermo all'esterno, i sacerdoti del Vicariato, quelli che lo hanno conosciuto e apprezzato, i parenti, la comunità centese, il sindaco Piero Lodi, le forze dell'ordine e di volontariato, la Confraternita del Sacco, l'Arciconfraternita del Rosario, la Partecipanza agraria di Cento, la comunità parrocchiale di San Biagio, la Pia Unione Ancelle del Ss Sacramento, la Conferenza di San Vincenzo De Paoli, l'Associazione Imprenditori Centesi per la Cultura, Lions e Rotary Club di Cento, la Benedetto XIV con il presidente Silvio Canelli e la squadra di basket, e tante tante altre realtà sociali, culturali ed economiche del territorio. Una schiera di labari e gonfaloni, compreso quello della Partecipanza e del Comune di Cento, a testimoniare l'affetto della città per 'Mons'.
A introdurre la messa, le parole dell'arcivescovo Zuppi: «Se lui con il battesimo, ha fatto rinascere tantissimi centesi alla vita cristiana, oggi gli restituiamo un po' dell'affetto, dell’amore e dell'intelligenza che ha donato alla chiesa e alla sua comunità, accompagnandolo nel passaggio alla vita eterna. L'intelligenza, la passione di monsignor Salvatore non si è tradotta solo nella costruzione della chiesa e nel comunicare il Vangelo, ma nel conservare le radici e saperle donare alle future generazione. Per questo oggi, la città di Cento rende onore a questo pastore buono, generoso e intelligente, che ha saputo unire il piccolo, la storia di Cento, e l'universale, costruendo relazioni e legami. Lui ha creduto nella famiglia di Dio, e come alla sua famiglia, a Cento ha dato tutto quello che aveva. Un dono da conservare».
Beatrice Barberini
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