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Ancora furti a Tresigallo. Il sindaco: «Servono pene severe»

Marcello Pulidori
Il sindaco di Tresigallo Dario Barbieri durante un sopralluogo
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Il sindaco di Tresigallo Dario Barbieri durante un sopralluogo

Rubati due chilometri di cavi dell’illuminazione.Dario Barbieri s’infuria: «Chi commette reati deve essere punito. In me rammarico e delusione»

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TRESIGALLO. «Chi commette reati di questa gravità deve essere punito! E troppo spesso nel nostro Paese questo non accade». Dici: chiamo il sindaco di Tresigallo, Dario Barbieri, e gli chiedo un parere, qualche dichiarazione sulla paurosa escalation di furti che ormai ha raggiunto anche quello che una volta si chiamava mandamento copparese. Sicuro di trovare, come sempre, un interlocutore che difficilmente perde l’equilibrio (delle risposte). Pia illusione. L’equilibrio c’è, eccome, ed il primo cittadino lo mostra fin da subito («Speravo di non dover vivere, e sopravvivere, a questo fenomeno»).

Ma questa volta le parole che seguono sono affilate come un rasoio. Ma soprattutto sono il frutto di una esasperazione che, proprio in centri come Tresigallo, negli ultimi tempi si è ancora più acuita. Prima la notizia. Solo alcuni giorni fa a Tresigallo, in via Rossetta, zona Sipro, zona di insediamenti produttivi, capannoni e sedi di aziende, sono stati rubati qualcosa come 2 chilometri di cavi della pubblica illuminazione. Per le forze dell’ordine il danno è superiore ai 15mila euro. Per il sindaco il danno è lacerante: «Cosa provo davanti a questa serie infinita di furti e ruberie? Da un lato non trovo le parole giuste per descrivere ciò che provo - risponde al telefono Dario Barbieri, primo cittadino di Tresigallo - ; dall’altro, il mio pensiero mette assieme diverse riflessioni. Ho letto ciò che da anni avviene in altri territori: ,penso - prosegue Barbieri - a quanto accaduto a Renazzo (il riferimento è alla brutale aggressione del 6 novembre scorso a seguito della quale un’anziana perse la vita, ndr) o a quanto, quotidianamente, avviene nella zona di Argenta. Non mi illudevo, - dice ancora Barbieri -, e sapevo che anche il nostro comune sarebbe stato colpito da questo male, prima o poi. Purtroppo anche Tresigallo sta scoprendo questo orribile fenomeno, orribile - spiega Barbieri - perché vuole dire non sentirsi più sicuri neppure a casa propria». Basterebbe questo per lanciare un monito non soltanto universalmente (o quasi) condiviso, ma anche per capire lo stato d’animo di chi amministra. Ma Barbieri stavolta si spinge più in là: «Purtroppo - va avanti il sindaco di Tresigallo - , e dico questo senza la minima intenzione di attaccare nessuno e col massimo rispetto di tutte le istituzioni, chi compie reati di questa gravità non viene punito adeguatamente, cioè spesso chi sbaglia non paga. C’è in me - conclude Barbieri amaramente - rammarico e delusione».

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