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Causa di lavoro, non stop di testimoni

Causa di lavoro, non stop di testimoni

Davanti al giudice le ricostruzioni di Basell e dei delegati poi il rinvio al 21. La Camusso a Bologna: siamo tutti con Luca

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Mentre a Ferrara si stava discutendo la causa di lavoro per il reintegro di Luca Fiorini, a Bologna oltre cinquemila esponenti sindacali hanno scritto a lettere cubitali il loro “verdetto”: il licenziamento del delagato sindacale da parte di LyondellBasell è stato un ingiusto arbitrio. Per il pronunciamento del tribunale, però, si dovrà aspettare un’altra settimana. Il giudice del Lavoro Alessandro D’Ancona ha infatti disposto un rinvio al 21 gennaio al termine di una lunga giornata di audizioni ininterrotte dei testimoni. Stipati nello stretto corridoio al terzo piano del tribunale, di fronte all’aula del giudice, gli avvocati e i testimoni della Cgil, oltre allo stesso Fiorini. Discosti, di fronte all’ascensore, i dirigenti di Basell Gabriella Bazzana (capo dell’Ufficio risorse umane), Antonio Gaudenzi (il capo del personale che Fiorini avrebbe spinto) e Massimo Mazza (tra l’altro, ex delegato Cgil). Tutti e tre hanno riferito la loro versione dei fatti, così come prima di loro avevano fatto Roberto Schiavina, Michele Mazzolenis e Moreno Mancinelli, i delegati sindacali presenti all’incontro del 17 dicembre durante il quale, nel corso di una trattativa per il rinnovo del contratto integrativo, Fiorini avrebbe avuto - secondo le accuse che gli sono costate il licenziamento - un comportamento violento facendo perdere l’equilibrio a Gaudenzi. Inutile dire che le ricostruzioni proposte al giudice sono rimaste diametralmente opposte, così come apparse nelle lettere (di sospensione prima, di licenziamento poi) di Basell a Fiorini, e nella memoria difensiva del delegato. Al termine di una giornata non stop, dunque, il giudice ha chiuso l’istruttoria e rinviato al 21 gennaio per la discussione e la decisione.

Una vicenda che ha già superato i confini provinciali ed è diventata un caso nazionale. E nemmeno l’unico. Ieri a Bologna, dove era già in programma l’attivo del delegati Cgil dell’Emilia Romagna e del delegati Fiom per la presentazione del nuovo Statuto dei Lavoratori, a segnare gli interventi del segretario generale Susanna Camusso e del leader del metalmeccanici Maurizio Landini, sono stati proprio i licenziamenti - sempre meno “inediti” - di Fiorini da parte di Basell, e di Mohamed Abdalla Elhag, ingegnere 49enne, italiano di origine senegalese, cacciato dalla MetalCastello per aver «danneggiato l’immagine dell’azienda» durante un presidio di solidarietà a difesa dei dipendenti di Saeco. La delegazione ferrarese - una dozzina di pullman - ha abbracciato il Paladozza con lo striscione “Io sto con Luca”. «Trasformiamolo in Noi stiamo con Luca - ha corretto Camusso - se essere moderni vuol dire togliere i diritti noi non ci stiamo».

Alessandra Mura

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