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Discriminazione Un’indagine porta anche a Ferrara

Discriminazione Un’indagine porta anche a Ferrara

Denunciato un giovane di 18 anni coinvolto nell’inchiesta Sequestrato materiale informatico. Procede il Ros di Roma

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C’è anche un giovane residente nel comune di Ferrara tra le persone denunciate a seguito dell’indagine svolta dai carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale) di Roma che ha tra i reati contestati l’incitamento all’odio razziale. Ieri, nelle province di Roma, Ferrara e Chieti, i carabinieri del Ros e i colleghi delle stazioni territoriali hanno eseguito un decreto di perquisizione, emesso dalla procura della Repubblica della capitale, nei confronti di tredici indagati.

A Ferrara è finito sotto inchiesta un giovane di 18 anni al quale è stato sequestrato materiale informatico, tra cui computer e cellulari. Non si conoscono gli addebiti specifici a carico dell’indagato ferrarese. Più in generale si sa - come spiegava ieri una nota dell’agenzia Italpress - che nell’ambito dell’indagine si sta procedendo per diverse tipologie di reato.

Tra queste, l’associazione finalizzata all'incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, l’istigazione alla discriminazione e alla commissione di atti di violenza per motivi razziali, minaccia, lesioni, detenzione di armi da sparo e altri reati.

Il provvedimento - spiega la nota d’agenzia - scaturisce dall'attività investigativa avviata dal Ros nel novembre del 2013 su delega dell'autorità giudiziaria, dopo che si erano susseguiti alcuni episodi commessi a Roma ai danni di soggetti bengalesi.

Dalle indagini - questi i riscontri trovati dagli inquirenti - sarebbe emersa l'esistenza di un gruppo criminale legato ad ambienti dell’estrema destra romana che per la risoluzione delle controversie faceva sistematico ricorso alla violenza e alle aggressioni nei confronti dei militanti di altre fazioni politiche. Nell’organizzazione - questo sarebbe emerso dalle indagini - l’obbedienza veniva imposta attraverso un violento indottrinamento dei suoi appartenenti, anche minorenni, in modo «da assicurare il rispetto delle regole interne al gruppo e consolidarne le gerarchie», riporta ancora l’agenzia.

Tra i casi sui quali l’indagine ha raccolto materiale significativo una fa riferimento all’ottobre del 2014, quando vennero puniti, «con vessazioni e percosse inflitti con un particolare rituale», alcuni militanti ritenuti responsabili di una violenza sessuale ai danni di una ragazza e dell'uso di sostanze stupefacenti.

Il modus operandi del gruppo includeva anche l’uso mirato dei social network, diffondendo attraverso il web messaggi, proclami e iniziative che miravano ad incitare alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali; sarebbero stati eseguiti anche raid punitivi nei confronti di cittadini bengalesi. In questo ambito, nel maggio 2012, a Roma, due persone che appartenevano sempre all’area dell’estrema destra - conclude la nota d’agenzia - erano state arrestate per rapina ai danni di un cittadino bengalese.

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