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«Nessun valido motivo, solo un pretesto»

«Nessun valido motivo, solo un pretesto»

Il ricorso della Camera del Lavoro: ecco perché quella di Basell è una condotta antisindacale

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Togliersi una sciarpa può essere considerato un gesto minaccioso? Per i dirigenti Basell che hanno licenziato Fiorini sì, visto che nella lettera di contestazione disciplinare viene tra l’altro rinfacciato al delegato: «Ci risulta che lei si sia alzato in piedi, si sia tolto la sciarpa, abbia reiteratamente bestemmiato» per poi inveire contro Gaudenzi «prendendo la mira con la mano chiusa nel gesto di dare un pugno» e ripetendo «voi avete licenziato, tu hai licenziato». La lettera è riportata integralmente nel ricorso contro il licenziamento preparato dall’avvocato Antonio Piccinini, incaricato dalla Cgil (per conto del segretario dei chimici Chiarioni) di contestare a Basell la condotta antisindacale e l’illegittimità del licenziamento, i due punti su cui il giudice è chiamato a pronunciarsi. Nel ricorso si sostiene al contrario il carattere pretestuoso e ritorsivo della “punizione” a Fiorini, «ritenuto per 27 anni di attività a Basell un interlocutore sempre rispettato, stimato, corretto, credibile e rappresentativo (in quasi trent’anni nessuna sanzione nei suoi confronti), e che improvvisamente viene presentato come un individuo violento e aggressivo». L’azienda, secondo Piccinini, ha tenuto una condotta antisindacale perché il licenziamento di Fiorini è senza giusta causa, si tratta invece di un monito per le trattative future e, soprattutto «un pericolosissimo precedente». Non a caso, sottolinea il legale, Fiorini aveva avuto un ruolo-chiave nel reintegro delle due lavoratrici licenziate in tronco a metà dicembre. Nel corso della trattativa sindacale, ha ribadito Piccinini, Fiorini ha reagito a una provocazione di una dirigente, mentre «la contrapposizione fisica tra Fiorini e Gaudenzi non può certamente essere vissuta dal secondo come un pericolo per la sua incolumità fisica, stante le dimensioni corporee tra i due». Gaudenzi, scrive Piccinini «ha posto in atto una sceneggiata, simulando di perdere l’equilibrio».

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