La Nuova Ferrara

Ferrara

Berco, all’ipotesi di accordo ponte vince il sì

Berco, all’ipotesi di accordo ponte vince il sì

Copparo, l’esito del referendum. Ora si lavora sulla nuova cassa integrazione: la Fiom resta critica

2 MINUTI DI LETTURA





COPPARO. I lavoratori della Berco hanno detto sì, se pur di stretta misura, all’ipotesi di accordo del nuovo contratto aziendale.

Questo il risultato del referendum (a favore della proposta erano Fim, Uilm e Ugl; no della Fiom) che si è svolto ieri pomeriggio. Alta l’affluenza alle urne: su 1.631 lavoratori tra operai ed impiegati aventi diritto, i votanti sono stati 1.309: i voti favorevoli sono stati 668, i voti contrari 620, due schede bianche e 19 nulle.

Superata la votazione, al centro del confronto in Berco c’è la nuova richiesta di un periodo di cassa integrazione (si parla di 13 settimane) chiesto dall’azienda e dalla proprietà di Thyssen Krupp. Dopo un primo incontro sul tema svolto a inizio settimana, un secondo faccia a faccia si è tenuto fino a tarda ora sempre nella serata di ieri nella sede della direzione. Per i sindacati si tratta di intervenire prima della messa in cassa integrazione, anche con strumenti normativi e contrattuali, vedi permessi e ferie.

«Dopo il risultato del referendum, ora è importante definire gli aspetti sulla nuova cassa integrazione», hanno detto in poche battute alcuni esponenti sindacali. Se Fim, Uilm e Ugl vedono premiata la loro linea sul nuovo accordo aziendale, l’intesa siglata e le relative proposte, sul risultato si registra un lungo intervento del segretario della Fiom Cgil di Ferrara, Samuele Lodi, che dice fra l’altro: «La partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alle assemblee e al voto (80% degli aventi diritto) stanno a significare dell’interesse alle questioni aziendali. Il coinvolgimento delle maestranze e l’agire democratico attraverso il voto sono alla base dell’esercizio della rappresentanza sociale che la Fiom ha come priorità». Aggiunge fra altre analisi Lodi: «Si conferma il giudizio negativo relativamente l’ipotesi di accordo, in quanto è evidente che il welfare aziendale è sostitutivo del salario; crea un precedente pericoloso per la futura prossima contrattazione aziendale, snatura e tradisce lo spirito dell’accordo al Mise di Roma dell’agosto del 2013. La Fiom, nel rispetto delle urne, nelle prossime giornate firmerà l’accordo».

Franco Corli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google