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«Denunceremo le ingiurie al suicida»

«Denunceremo le ingiurie al suicida»

Il presidente della comunità nigeriana: più rispetto per le persone defunte e comunque Ferrara non è una città razzista

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FERRARA. Sta raccogliendo le offese rivolte via internet al giovane suicida per presentare una dettagliata denuncia all’autorità giudiziaria. Kelvin Jacob, presidente della comunità nigeriana a Ferrara, interviene sulla vicenda dei commenti razzisti contro Innocenzo, il ventottenne connazionale che sabato mattina alla stazione ferroviaria ha deciso di togliersi la vita.

«Quei commenti dopo la sua morte - precisa Jacob - sono una cosa vergognosa. Abbiamo intenzione di denunciare il fatto anche per dare un segnale e dire basta a questa subcultura razzista che vede noi stranieri sempre indicati come criminali e gente infida. Ho letto con molta attenzione la vostra inchiesta che verteva sull’interrogativo se Ferrara fosse o meno una città razzista. Sono qui da voi dal 2002 e mi sono fatto l’idea che Ferrara non è razzista, per fortuna ci sono tante persone anche ad alto livello che lavorano per una pacifica integrazione tra le varie etnie e di questo devo ringraziare il Comune e le forze di polizia con le quali abbiamo avuto sempre contatti e collaborazione anche per cercare di eliminare il fenomeno dello spaccio, che vede purtroppo non lo nego anche dei nostri connazionali coinvolti. Non bisogna però generalizzare: di mele marce ce ne sono in tutte le etnie e poi è risaputo che il mercato della droga in città vede come consumatori i ferraresi. Da tempo ribadiamo che se non ci fosse richiesta non ci sarebbe nemmeno questo sporco mercato che combattiamo. Purtroppo abbiamo notato però che una minoranza di ferraresi ci vede indistintamente come pericolo, come delinquenti. La cosa che contestiamo e che siamo contro questa omologazione, qui ci sono tanti nigeriani per bene e si sono integrati bene, lavoriamo con tanti ferraresi e non abbiamo mai avuto problemi». La comunità nigeriana a Ferrara è composta da circa 4mila persone ed è progressivamente aumentata negli ultimi anni.

«Siamo venuti in Italia - spiega Jacob - con il desiderio di integrarci al meglio. Vogliamo una volta per tutti togliere quella equazione ingiusta di immigrato=criminale che viene con troppo superficialità e una punta di razzismo fatta nei nostri confronti. Quelle parole proferite contro Innocenzo e chi rideva della sua morte hanno trasmesso in noi molta tristezza. A parte che è stata calpestata la memoria di una persona defunta, è la mentalità sbagliata di chi è prevenuto nei nostri confronti che vorremmo combattere. Ci consola il fatto che la maggioranza dei ferraresi ha pieno rispetto per gli stranieri e lavora per la pacifica convivenza tra le varie etnie».

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