Fuoco nel condominio, panico all’alba
A Barco di Ferrara fiamme e fumo da un quadro elettrico, nessun ferito. La confinante: sentivo dei colpi, pensavo che fossero i ladri
FERRARA. «Sentivo dei colpi, sembravano picconate. Allora ho pensato che fossero i ladri», racconta Eva Parenti, barista di Barco. A provocare quei rumori sinistri, invece, era il fuoco che si era sviluppato nel quadro elettrico di un condominio confinante. Un corto circuito - questa l’ipotesi emersa ieri dopo i primi rilievi tecnici - ha fatto scoccare la prima scintilla tra le 5.30 e le 6. Pochi minuti dopo, la tromba delle scale era già stata invasa da un turbine di fumo nero e denso con il rischio che l’emissione tossica penetrasse nelle case e mettesse a repentaglio la vita delle famiglie che occupano quattro dei sette appartamenti dello stabile, in via Bentivoglio n. 109.
Eva Parenti, che gestisce il bar di fianco al condominio, si è precipitata fuori dal locale per cercare di capire cosa era avvenuto dietro la porta accanto: ha visto un vampata e le fiamme uscire dall’androne. Poco prima a spaventarla ancora di più erano state le urla di Luciana Mariotti, allarmata dal crepitìo che proveniva dalle scale e dal fumo scuro che saliva oltre il primo piano. «Ho chiamato mio figlio che ha immediatamente avvertito i pompieri», raccontava poche ore dopo, ancora turbata dallo spavento, la signora Luciana. Sotto il mento indossava la mascherina bianca di protezione. Uno dei primi ad accorgersi dell’incendio è stato Giancarlo Minotti. A quell’ora il figlio Eric stava uscendo di casa per andare al lavoro. «Il fumo ci ha convinto a restare in casa, era pericoloso scendere le scale con quella nube che saliva dal piano terra», ha affermato il residente.
In quei minuti diversi cittadini si sono messi in contatto con i vigili del fuoco di Ferrara che hanno inviato sul posto uomini e mezzi. Nel giro di poco tempo hanno domato le fiamme che avevano liquefatto la centralina elettrica; intanto elargivano consigli e assistenza ai condòmini. A uno di loro, Gianfranco Nannini, hanno anche proposto un’evacuazione con autoscala dal balcone della sua abitazione. «Ma siamo riusciti a risolvere la cosa senza quell’intervento ‘tecnico’ - ha precisato Nannini - Sono rimasto ad aspettare sul balcone poi sono sceso usando le scale». Il fumo ha annerito tutto l’interno dell’edificio mentre l’eccessivo calore ha staccato alcune parti di intonaco nell’atrio, dove era installato il quadro elettrico. «L’importante è che non si sia fatto male nessuno», il commento unanime dei residenti. Ma Minotti non ha nascosto la sua preoccupazione: «Se fosse successo alle 2 di notte, mentre dormivamo, forse sarebbe andata peggio».
Sul posto c’era anche Alessandro Milani, titolare dell’adiacente tabaccheria, chiusa per il danno alla linea elettrica: «Ringraziamo i pompieri, velocissimi». Eva Parenti, la barista, ha spiegato perché aveva pensato ai ladri dopo i primi rumori: «Alcuni giorni fa hanno sfondato il finestrino della mia auto e mi hanno rubato la borsetta. I colpi che sentivo provenire dal palazzo mi hanno ricordato quella ‘bella’ esperienza...». (gi.ca.)
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