L’appello: gli sfrattati nella case sfitte
Sono una cinquantina le famiglie con figli minorenni residenti nel comune di Ferrara che necessitano di una casa, avendo problemi di sfratto ma che non rientrano nei criteri del regolamento per l’emer...
Sono una cinquantina le famiglie con figli minorenni residenti nel comune di Ferrara che necessitano di una casa, avendo problemi di sfratto ma che non rientrano nei criteri del regolamento per l’emergenza abitativa. Allo stesso tempo sono migliaia (stime ufficiose parlano di oltre 3mila) le case sfitte in città. Amministrazione comunale e Diocesi lanciano un appello e un progetto per provare a comporre le due cose e dare vantaggi a tutte le parti. La sostanza della proposta: i proprietari danno il proprio appartamento in comodato gratuito per almeno due anni a un’associazione (Caritas, Viale K, Filippo Franceschi e Nadiya quelle finora aderenti) che operano in qualità di referenti e tutor delle famiglie ospitate; in cambio il Comune si impegna a ridurre la quota di Imu sull’immobile fino a un possibile azzeramento, e in più le spese condominiali e per le utenze spetteranno al nucleo che ci abiterà. Va aggiunto che il progetto non riguarda i richiedenti asilo che usufruiscono di percorsi di accoglienza mirati e che le famiglie che potrebbero entrare a farne parte restano in affidamento ai servizi sociali e saranno valutate da una commissione. “Conosciamo le titubanze che possono essere avanzate su iniziative simili – dice l’assessore Chiara Sapigni – ma questo è un appello congiunto per dare solidarietà di fronte a famiglie che vivono una situazione molto critica. Ci sono seconde case da cui magari i proprietari non riescono a ricavare un affitto e gli sgravi fiscali proposti potrebbero interessare”. A nome della Diocesi, il vicario don Massimo Manservigi spiega che “confrontandoci con monsignor Negri non abbiamo avuto il minimo dubbio: ci appelliamo alla sensibilità delle parrocchie, perché un cristiano deve mettere il dovere di carità all’inizio della sua vita”. “Le associazioni – parla in loro rappresentanza don Domenico Bedin – sono le garanti del fatto che l’appartamento concesso venga tenuto in ordine».
Fabio Terminali
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