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«Una ferita per tutta la comunità»

«Una ferita per tutta la comunità»

Portomaggiore, don Ugo Berti si fa interprete del dolore della popolazione ed è vicino ai familiari delle tre vittime

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PORTOMAGGIORE. La comunità portuense continua a parlare ed interrogarsi sulla tragedia al poligono di tiro. Ogni giorno, i cittadini di Portomaggiore attendono novità sui fatti di quella tragica mattina di domenica 10 gennaio. Nella serata di lunedì, la chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta ha aperto le sue porte per una veglia di preghiera in ricordo delle tre persone scomparse. Un momento di riflessione, ma soprattutto di silenzio in attesa che le autorità compiano il percorso di riconoscimento e diano le autorizzazioni per i funerali. Un’attesa sicuramente lunga come confessa l’arciprete della parrocchia portuense.

«In questi giorni - racconta don Ugo Berti - continuiamo a pregare in silenzio. Non vi sono altre vie: le parole non servono. Siamo in attesa dell’evolversi dei fatti per capire quando potremo celebrare le esequie, ma credo che tutto si prolungherà nel tempo». Il sacerdote arrivato a fine ottobre è stato immediatamente catapultato in una situazione assolutamente drammatica. Una situazione di cui fatica a parlare poiché incredibile e assurda. «Sono disgrazie inimmaginabili: non vi sono spiegazioni. Perdere la vita nel tempo libero rimane un grande punto interrogativo. Abbiamo sentito tutta la vicinanza dalla comunità alle famiglie delle vittime, come ai proprietari della struttura. In due ore, la chiesa si è riempita. La ferita non è solo per quanti hanno perso i propri cari, ma per tutto il paese, che continua a soffrire. Ogni persona è rimasta colpita: per questo motivo la partecipazione è stata così grande. Possiamo solo sperare che lo strazio non sia tanto prolungato, ma si possa arrivare presto al giorno dei funerali. Come ho detto in precedenza, continueremo a pregare».

Intanto la vicenda ha avuto ulteriore eco anche in parlamento. « Insieme ad alcuni deputati del Pd tra cui Fiano e Bratti, abbiamo ritenuto opportuno - afferma la deputata democratica Marilena Fabbri - presentare un’interrogazione al governo per fare chiarezza sull'adeguatezza delle autorizzazioni e dei controlli attualmente previsti per i poligoni di tiro privati e per chiedere interventi tesi a garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica all’interno dei poligoni, specialmente se in prossimità di abitazioni civili o attività industriali. Qualunque attività che contempli l'utilizzo di armi da fuoco e/o esplosivi, anche se finalizzata ad attività sportiva dilettantistica, a nostro avviso, dovrebbe essere assoggettata ad una autorizzazione di pubblica sicurezza atta a garantire la tutela della salute ed incolumità pubblica sia degli utilizzatori che dei cittadini. A seguito dell’incidente di Portomaggiore il Pd ha chiesto, nelle commissioni competenti, di accelerare la calendarizzazione della mia proposta di legge (n.2735) tesa a disporre misure di controllo sulla tutela dell'ambiente, della salute e della sicurezza pubblica nei poligoni di tiro a segno ad uso pubblico e privato».

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