Altro “botto” all’impianto Versalis
Saltano di nuovo i dischi di rottura all’F10 durante il tentativo di ripresa della produzione. Domani nuova ispezione Arpa
Un altro botto, il secondo nel giro di una settimana, e attorno al petrolchimico riprende a salire l’attenzione delle autorità ambientali oltre che dei semplici residenti. L’altra notte, alle 22.30, sono saltati di nuovo i dischi di rottura dell’impianto F10 di Versalis, lo stesso che aveva fatto sobbalzare i dintorni del polo chimico l’8 gennaio. Si è trattato, secondo la società di servizio Ifm, di un problema collegato alla «sovrapressione del reattore» quando l’impianto era in funzione con il suo carico di etilene e catalizzatori, quindi per evitare guai sono scattate le misure di sicurezza. Una piccola carica esplosiva ha fatto saltare i dischi, convogliando il contenuto dell’impianto in un’apposita candela nella quale il gas è stato “ripulito” con azoto e acqua e, infine, inviato in atmosfera. L’F10 non è infatti collegato al sistema delle torce di sicurezza, il circuito alternativo usato per eliminare i residui di una lavorazione andata male. L’etilene è un gas molto leggero e quindi si disperde velocemente in atmosfera, senza ricadute al suolo: per questo la stessa Ifm ha potuto scrivere sul suo sito che «non si evidenziano effetti di rilievo per la cittadinanza». Da rilevare, tra parentesi, che la comunicazione del problema all’impianto Versalis non era più rintracciabile a metà mattinata, in quanto non c’è sul sito lo “storico” degli eventi percepibili. Il botto è stato comunque ben avvertito dai residenti e ieri la notizia è stata molto commentata sui social.
Da quanto è stato possibile ricostruire, l’impianto era stato appena rimesso in marcia dopo la fermata, con apertura del reattore, seguita al “botto” analogo dell’8 gennaio. Evidentemente i tecnici di V ersalis erano convinti di aver eliminato il problema che mette in sovrapressione l’impianto, ma così non è stato.
L’F10 ora è nuovamente fermo, visto che sarà necessario aprire di nuovo il reattore per pulirlo ed analizzare per bene quanto successo. Sta di fatto che, come ha già fatto rilevare l’Arpa, questi episodi si stanno ripetendo con frequenza eccessiva rispetto alle statistiche indicate nelle autorizzazioni: nel 2013 i dischi di rottura dell’impianto erano saltati due volte nel giro di pochi mesi, a fine aprile e a settembre, e in quell’occasione i sindacati alzarono gli scudi per ricordare la cancellazione da parte di Versalis dell’investimento di riammodernamento. L’F10, è il caso di ricordarlo, risale a metà anni ’70 ma il mercato del polietilene “tira” ancora e questo fattore può incidere sulle decisioni di una multinazionale.
A questo punto Arpa dovrà aggiornare il dossier sulla situazione impiantistica del petrolchimico, aperto con l’ispezione di due giorni fa. Domani è previsto un nuovo accesso all’F10, poi ci sarà la relazione alla Prefettura, al Comune e all’agenzia regionale.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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