Berco, dopo il voto il nodo della cassa integrazione
Copparo, a breve l’incontro tra la direzione e i sindacati per le 13 settimane di Cig C’è preoccupazione per il rallentamento degli ordinativi nella misura del 16%
COPPARO. Nei prossimi giorni saranno definiti tempi e modalità tecniche per la nuova cassa integrazione chiesta dalla direzione Berco. Questo è quanto scaturito dall'ultimo incontro svolto venerdi con le Rsu e le segreterie provinciali di Fiom, Fim, Uilm e Ugl, al termine del referendum tra i lavoratori che ha visto la vittoria del si (pur di stretta misura) all'ipotesi per il rinnovo del contratto aziendale. Spiega Sandra Rizzo, segretaria provinciale della Fim-Cisl: «La cassa integrazione sarebbe dovuta iniziare lunedì, ma come ha riconosciuto l'azienda, non ci sono i tempi tecnici: occorre informare adeguatamente i lavoratori, (si parla di circa 160 maestranze che saranno coinvolti) faremo altri incontri e assemblee in merito. Se c'è stata una recente flessione delle vendite aggiunge la sindacalista-si auspica che nuovi ordinativi i prossimi mesi invertano la tendenza in corso. Quanto al risultato del referendum (votanti 1309 su 1631 aventi diritto i si hanno avuto 668 voti, i voti contrari sono stati 620, 19 schede nulle, due bianche) per noi, favorevoli all'intesa, è stata una vittoria per pochi voti: ma va capito che su alcune novità come il welfare e altri aspetti contrattuali, possono esserci sempre delle perplessità, espresse anche nelle recenti assemblee, è normale. Da parte nostra faremo un’ulteriore opera d'informazione sull'intesa siglata con la controparte» conclude la Rizzo.
Dal canto suo la Fiom, per bocca del segretario Samuele Lodi, pur contraria all'intesa, dice ancora tra che «Il contenuto dell'ipotesi di accordo, al netto della soluzione economica (50% salario, 50% welfare) è comunque importante e a ciò la Fiom ha dato un contributo fondamentale unitariamente alle altre sigle: garanzie occupazionali, conferma degli investimenti, impegno a non compiere alcuna esternalizzazione».
«Come Fiom prendiamo atto del risultato del voto - spiega Stefano Bondi della Rsu - e firmereno l’accordo. Avremmo preferito i soldi in busta paga in quanto il welfare può essere un vantaggio se integrativo al salario. Se al posto dei quattrini ci danno beni e servizi le nostre retribuzioni non saliranno più. Vedremo di gestire al meglio la situazione. Per quanto riguarda il verbale d’accordo firmato venerdì pomeriggio sulla cassa integrazione ordinaria per un periodo di tredici settimane - spiega Bondi - prima saranno utilizzate le ferie arretrate e poi a breve ci troveremo per affrontare la questione. L’azienda ha detto che registra un rallentamento degli ordinativi nella misura del 16% - conclude Bondi - a marzo ci rivedremo per discutere la situazione».(f.c.)
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