Ferrara, l'omicidio Tartari «Per quel delitto l’ergastolo è il minimo»
Il fratello: una fine inimmaginabile. Il legale di parte civile, Gallerani: si può chiedere con le aggravanti
FERRARA. «Per loro l’ergastolo è il minimo», commenta con la voce increspata dall’emozione Marco Tartari. Loro sono i tre imputati dell’omicidio di Pierluigi Tartari, il fratello di Marco, rapinato, percosso e rapito il 9 settembre scorso, all’età di 73 anni, nella sua casa di Aguscello e trasportato in un casolare abbandonato di via Vecchio Reno, dove è stato trovato morto due settimane dopo, il 26 settembre 2015.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.12786430:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2016/01/16/news/ferrara-l-omicidio-di-tartari-e-morto-soffocato-1.12786430]]
Il corpo era in avanzato stato di decomposizione, con tre giri di nastro di carta avvolti attorno alla bocca divaricata da quel bavaglio, una maglietta stretta con un nodo intorno alla testa e, sopra questa, «otto volute» di scotch fissate «tra collo e rachide cervicale», come riporta la relazione tecnica sull’autopsia, redatta dalla dottoressa Rosa Maria Gaudio.Quando l’hanno trovato, Tartari era disteso a pancia in giù, con tre fratture alle costole, fascette elettriche e lacci stretti ad immobilizzare caviglie, ginocchia, polsi e mani. La morte è sopraggiunta per soffocamento, per l’incapacità di poter respirare, entro «5-8 ore» dall’ultimo pasto avvenuto «presumibilmente entro le 19.30» di quel 9 settembre.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.12786442:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2016/01/16/news/patrick-gli-dava-i-calci-e-teneva-i-piedi-sulla-testa-1.12786442]]
Ricostruzione troppo scioccante e dolorosa per Marco Tartari, che dice di non aver voluto leggere ieri i giornali proprio «per evitare di conoscere i dettagli».
La sofferenza non si può cancellare e Marco Tartari spiega: «Io e mia sorella Rita siamo molto provati, quando ho visto i titoli delle locandine ho sentito un brivido lungo la schiena. Siamo entrati nel regno dell’inimmaginabile. Mi rimetto, come ho sempre detto, alla magistratura perché si faccia giustizia».
La famiglia Tartari è rappresentata dall’avvocato Eugenio Gallerani, che porterà i due congiunti nel processo come parte civile. «L’efferatezza, la violenza, l’assenza di umana pietà e il disprezzo totale della vita con l’imbavagliamento, le fratture, la morte giunta per asfissia dopo molte ore, una lunga agonia, l’abbandono di una persona ferita e indifesa in un rudere sono tutti aspetti che potrebbero consentire all’accusa di contestare l’aggravante della crudeltà - afferma Gallerani - e del nesso teleologico (un reato commesso per coprirne o occultarne un altro, ndr) elevando la richiesta della pena fino all’ergastolo». (gi.ca.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
