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Ferrara, partita la liquidazione della vecchia Carife

Ferrara, partita la liquidazione della vecchia Carife

Blandini commissario, il tribunale deciderà se c’è insolvenza. Nuova Cassa tutta a Bankitalia. Sindacati-azienda, si tratta

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FERRARA. La liquidazione della vecchia Carife è stata formalmente avviata, mentre la nuova banca riparte con un capitale sottoscritto direttamente da Bankitalia. È quanto emerge dagli atti ufficiali depositati alla Camera di commercio che consentono ai legali e portatori d’interesse di ottenere le informazioni necessarie per avviare le azioni di tutela più volte annunciate. In particolare, è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa di Carife spa, disposto con un decreto del ministero delle Finanze già il 9 dicembre scorso.

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L’11 dicembre Bankitalia ha provveduto a nominare gli organi della liquidazione: commissario liquidatore è Antonio Blandini, ex commissario straordinario, mentre Maria Elisabetta Contino è presidente del Comitato di sorveglianza, del quale fanno parte Francesco De Santis e Giuseppe Vidau. La sede della vecchia Carife è Ferrara, quindi toccherà al tribunale cittadino decidere sullo stato d’insolvenza della banca in liquidazione, eventualità che aprirebbe le porte a scenari al momento imprevedibili. Tocca invece a Blandini proseguire l’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori aperta... da lui stesso, assieme all’altro ex commissario Giovanni Capitanio, in caso sciogliesse positivamente i dubbi sulla continuità degli atti: la prima occasione per scoprirlo sarà probabilmente l’udienza di marzo al Tribunale delle imprese di Bologna.

Sta di fatto che le visure camerali confermano che vecchia e Nuova Carife sono due società distinte, con codici fiscali diversi. La nuova banca, peraltro, risulta totalmente proprietaria non del Fondo di risoluzione, ma direttamente di Bankitalia, che è in possesso dell’intero capitale composto da 10 milioni di azioni del valore di 191 milioni di euro. Sarà direttamente via Nazionale a trattare la cessione, dunque, ed intascare gli introiti.

Nel frattempo non si sono ancora chiuse le trattative tra sindacati e i vertici della nuova banca sui numerosi punti in sospeso. Anche venerdì c’è stata una lunga sessione di trattative conclusa con l’invito ai sindacalisti di partecipare all’incontro tra il presidente Roberto Nicastro e la rete. Tra i nodi c’è la riduzione delle giornate di solidarietà. (s.c.)

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