Il liceo Cevolani è bello anche di notte
CENTO. Il liceo classico Cevolani è un orgoglio per Cento e un'istituzione viva che fornisce agli studenti strumenti critici fini». Tra laboratori e rappresentazioni, conferenze e letture, ieri al...
CENTO. Il liceo classico Cevolani è un orgoglio per Cento e un'istituzione viva che fornisce agli studenti strumenti critici fini». Tra laboratori e rappresentazioni, conferenze e letture, ieri al liceo Cevolani è andata in scena la La Notte Nazionale del liceo classico. Per la prima volta, l'istituto centese ha aderito ad un'iniziativa lanciata l'anno scorso dal liceo classico di Catania con una serie di eventi realizzati da studenti, ex studenti e docenti del liceo. Ad inaugurare l'appuntamento venerdì sera, la dirigente Cristina Pederzini, il sindaco Piero Lodi e il docente Claudio Ricci, anima e regista della serata. «In una scuola d'eccellenza - ha evidenziato la Pederzini- una serata ricca di avvenimenti, dedicati anche più piccoli. Un momento per fare il punto sulla situazione dei licei classici, le cui iscrizioni in Italia sono in picchiata. Un problema, perché crediamo fortemente che il liceo classico possa dare una formazione a tutto tondo, soprattutto le nuove generazioni». Dalle 18 a mezzanotte, un appuntamento gradito e molto partecipato, che ha spaziato dal teatro greco al teatro latino, dalla lettura animata delle favole di Esopo e Fedro alla rappresentazione di scene dall'Anfitrione di Plauto, dalla I cantica della Divina Commedia alla tavola rotonda tra gli ex allievi sul tema ”Perché non possiamo fare a meno del Classico”, fino al congedo, uguale per tutti i 235 i licei italiani che hanno aderito, con la lettura del notturno dall'Iliade, fino al buffet con specialità di cucina tradizionale greca.
Da ex studente del liceo Cevolani, il sindaco Lodi nell'augurare una buona notte dei licei classici a tutti ha evidenziato come «la sezione classica del liceo Cevolani rimane il primo istituto più importante, per efficacia, nella formazione delle tre province. Motivo di orgoglio, per chi la frequenta, per Cento e per i futuri studenti di questa scuola che dimostra la sua vivacità e la voglia di aprirsi alla città». (b.b.)
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