Ferrara: guasto al petrolchimico, accese di nuovo le torce
L’avaria segnalata ieri negli impianti di Yara dopo i due blocchi di Versalis. Mantovani (chimici Cisl): bisogna ammodernare, intervenga la Cassa Depositi
FERRARA. Prosegue la sequenza di incidenti con successivo blocco di impianti nel petrolchimico. Ieri alle 12.45 si sono nuovamente accese le torce C6 e C7 a causa della fermata dell’impianto Igi dell’F/55° (Yara), guasto che segue un’altra interruzione della produzione con accensione delle torce avvenuta nel novembre scorso. La notizia è stata pubblicata sul sito di Ifm, la società di servizi del petrolchimico.
Il nuovo “botto”, che ha generato forte «luminosità e rumore» ma «nessun effetto su cose e persone», come precisa la nota di Ifm, si aggiunge ai due che hanno coinvolto l’impianto di Versalis (F-10) negli ultimi giorni, quando si sono attivate le misure di sicurezza con l’emissione di rumori avvertiti con chiarezza dai residenti a causa di un malfunzionamento nella linea. Anche in quel caso l’Ifm ha assicurato che «non si sono evidenziati effetti di rilievo sulla cittadinanza», ma l’eccessiva frequenza dei guasti nello stabilimento ha attirato anche l’attenzione di Arpae. Intanto commenti arrivano dal sindacato. Su Versalis a prendere la parola è il segretario dei chimici, Stefano Mantovani. «Bisogna investire nella chimica e bisogna farlo ora mentre il settore gode di buona salute - ha detto ieri - Un’azione che potrebbe non essere sufficiente per evitare altri guasti sulla linea, ritengo però che sarebbe una scelta corretta, che guarda avanti».
Mantovani ricorda che un adeguamento della sala quadri dell’impianto è già stato attuato «ma quell’intervento non sembra sufficiente. Sono indispensabili altre migliorie, probabilmente sul controllo del processo produttivo per evitare gli inconvenienti dovuti alle situazioni di eccessiva pressione che poi impongono la fermata del sistema», prosegue Mantovani. Il sindacalista è convinto che la strada degli investimenti è l’unica che può garantire un futuro anche all’insediamento ferrarese. Per questo motivo siamo preoccupati del fatto che su Versalis ha messo gli occhi un fondo. Questi operatori finanziari puntano a conseguire guadagni elevati e non sono quindi interessati a impegnarsi in investimenti. Noi proponiamo un ruolo alla Cassa Depositi e Prestiti, cioè pubblico, dello Stato, l’unico che può garantire le risorse necessarie per guardare con maggiori certezze al futuro». Ieri intanto l’amministratore di Eni, Claudio Descalzi, ha ribadito che la società sta cercando «un partner» per Versalis. «Se voglio investire 1,5 miliardi e non li ho devo trovare qualcuno che mi accompagni, questa non è dismissione, è sviluppo», ha detto.
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