Spiagge, le concessioni resistono fino al 2020
Il ministero delle Infrastrutture ha confermato la proroga per i vecchi titolari Callegarini: «È il minimo che si poteva portare a casa, ma bisogna andare oltre»
LIDO ESTENSI.
In questi giorni è tornata d’attualità l’annosa vicenda della messa all’asta delle concessioni demaniali, stabilita dalla direttiva comunitaria Bolkestein, entrata in vigore nel 2006. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rispondendo all’ex senatore di FI Massimo Baldini (avvocato toscano politicamente molto attivo negli ambienti balneari della Versilia) ha confermato la proroga in essere sino al 2020 per i titolari delle vecchie concessioni, come stabilito dalla legge di stabilità del 2013.
«I dubbi erano sorti perché l’Unione Europea non aveva mai ratificato la proroga delle concessioni al 2020 – spiega Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano -; questo è il risultato minimo che si potesse auspicare di portare a casa – prosegue Callegarini -. Il sottosegretario Sandro Gozi sta seguendo la vertenza nelle sedi competenti e si conta di arrivare a inizio stagione o al più tardi a fine anno con una proroga più lunga, per tutelare gli investimenti compiuti dagli operatori».
La direttiva Bolkestein dunque, con il previsto ricorso alla gara pubblica, sarà per il momento applicata solo ai nuovi titolari di concessioni demaniali, mentre per gli altri le associazioni di categoria stanno facendo pressing sull’Unione Europea per strappare una proroga di almeno 35 anni.
«Non abbiamo le idee chiare noi operatori – interviene Giuseppe Carli, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari di Porto Garibaldi -, perché ancora c’è chi parla di sdemanializzazione, ma c’è chi si batte per farci uscire dalla direttiva Bolkestein con studi che ci riconoscono concessionari di beni e non anche di servizi». Secondo Carli il vero investimento nel settore turistico-balneare può scaturire solo da una sana concorrenza, mentre continuano a rincorrersi notizie contrastanti «che nuocciono agli operatori».
Il governo sta fronteggiando un certo numero di ricorsi sulle proroghe della Bolkestein ritenute illegittime, in gran parte provenienti da operatori sardi e pugliesi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google