Carife, Nicastro apra la conciliazione per evitare le tante cause alla Good bank
L'incontro tra il presidente del Nuovo istituto e le associazioni consumatori. Che citano i casi di raggiro per le obbligazioni vendute: "nel profilo di un risparmiatore che era cieco e con licenza media l'hanno fatto diventare vedente e laureato"
FERRARA - Il futuro di Carife si gioca sempre più sui tavoli della Good bank, visto l’incontro che si è avuto oggi, martedì 19 gennaio, a Roma tra il presidente Roberto Nicastro e diverse associazioni consumatori.
Tra queste Confconsumatori che senza giri di parole spiega: «Finora l'unica strada è la causa alla Good Bank»: parole forti, dunque, per delineare il futuro delle azioni dei risparmiatori, Carife compresi.
All’incontro di oggi, con Nicastro, presidente delle nuove 4 banche salvate Banca Etruria, Banca delle Marche, CariFerrara e CariChieti, Confconsumatori ha anche ribadito che tutti gli obbligazionisti faranno cause alle Good Bank. IN assenza di conciliazioni.
TANTE CAUSE IN TRIBUNALE, MEGLIO UNA CONCILAZIONE
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Tante sarebebro le cause, visto che i clienti ai quali le banche hanno "rifilato" i loro titoli tossici sono complessivamente 12.451 per un controvalore di 431 milioni di euro. Clienti ai quali i dipendenti delle banche, anche Carife dunque, non dovevano proporre obbligazioni subordinate, né indurre a cedere le precedenti obbligazioni ordinarie o, peggio ancora, i titoli di stato nei quali avevano investito (essendo per il 70% pensionati). Le obbligazioni sono state piazzate anche attraverso il meccanismo dell'aggiustamento delle dichiarazioni che, ora, si stanno scoprendo non veritiere, anche con alcuni casi eclatanti. Come, ad esempio, un risparmiatore affetta da cecità totale ed in possesso della licenzia media diventato per incanto laureato (tanto le comunicazioni con scritto "dottore" non le poteva leggere). Ma proprio per evitare che migliaia di cause arrivino nelle aule di giustizia «è necessario - ha spiegato Confconsumatori a Nicastro - aprire un tavolo di conciliazione la cui efficacia è dimostrata dalle precedenti esperienze».
DELUSA ADUSBEF, GOOD BANK NON HANNO POTERI DI INTERVENTO
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Le stesse associazioni consumatori però si dicono deluse dal primo incontro «interlocutorio» con Nicastro e i vertici delle good bank che «non hanno molti poteri di intervento». Dopo l’incontro, spiegano il presidente Adusbef Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, «non ci aspettavamo nulla». Pertanto la mobilitazione andrà avanti: incontri con gruppi parlamentari, con l'Antitrust. E il 31 gennaio è previsto un presidio a Montecitorio e a metà febbraio una «grande manifestazione nazionale» a tutela del risparmio.
Ai vertici delle good bank i consumatori hanno chiesto di avere dati in dettaglio sulle emissioni di bond subordinati e sul perché ci sia stato un abbattimento così forte dei crediti trasferiti alla bad bank.
Intanto è stato notificato al Tar del Lazio il ricorso del Codacons e di 250 risparmiatori rappresentati dall’associazione contro i provvedimenti che - riferisce l’associazione dei consumatori - «hanno portato all’azzeramento del valore dei titoli a danno degli investitori di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife». Col ricorso il Codacons intende portare il decreto dinanzi la Corte Costituzionale, al fine di ottenerne l’annullamento per incostituzionalità e giungere a rimborsi integrali dei titoli in favore dei risparmiatori.
IL CODACONS FA RICORSO AL TAR CONTRO IL BAIL-IN
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«Ora il Tar dovrà sollevare questione di costituzionalità e portare le norme sul bail-in dinanzi la Consulta - spiega il presidente Carlo Rienzi - Se i giudici riterranno fondati i nostri rilievi, verrebbe annullato in automatico l’azzeramento del valore dei titoli, e i risparmiatori tornerebbero in possesso dei soldi persi». Occorre ricordare che il Codacons ha rifiutato di partecipare all’incontro odierno tra le associazioni dei consumatori e il presidente della good bank Roberto Nicastro. «È assolutamente inutile prendere parte ad incontri per sentirsi dire che non è possibile risarcire i risparmiatori - spiega il Codacons - Solo quando Nicastro accetterà di rispondere per gli illeciti commessi dalle 4 banche a danno dei piccoli investitori, saremo pronti ad un serio confronto».
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