Ferrara, un summit per i guasti al Petrolchimico
Dopo i blocchi negli impianti di Yara e Versalis nuovi sopralluoghi di Arpae. Si punta ad un incontro con le aziende e domani lo sciopero degli stabilimenti Eni in tutta Italia
FERRARA. Domani i lavoratori degli stabilimenti Eni incroceranno le braccia in tutta Italia. Tra i siti interessati c’è quello di Ferrara, nell’occhio del ciclone in questi giorni per vari motivi. La multinazionale energetica infatti è proprietaria di Versalis, importante produttore di polimeri da qualche tempo sotto i riflettori.
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Ad accendere l’interesse di osservatori e operatori è stata la volontà espressa da Eni di cercare partner finanziari sul mercato, un progetto che ha messo sul chi vive i sindacati, preoccupati rispetto all’ipotesi di un ingresso del fondo SK Capital, investitore privato americano con un interesse specifico per la chimica, ritenuto però inadeguato rispetto alle esigenze di investimento e ammodernamento di Versalis.
L’altro aspetto significativo sono i ripetuti guasti negli impianti con l’attivazione dei sistemi di sicurezza: due episodi per Versalis negli ultimi 11 giorni che si sono aggiunti a quelli di Yara da novembre in poi. Proprio dopo l’accensione delle torce di Yara, domenica scorsa, gli operatori dell’agenzia ambientale Arpae hanno eseguito ieri un nuovo sopralluogo nello stabilimento. «Nessun effetto sull’ambiente è stato evidenziato dai controlli - spiega il direttore dell’agenzia Pier Luigi Trentini - abbiamo già fatto un sopralluogo venerdì scorso e sabato abbiamo continuato a seguire la situazione. È chiaro che dovremo procedere a un approfondimento per capire quali sono le ragioni per cui i guasti continuano a ripetersi con una frequenza che richiede particolare attenzione».
Trentini ricorda che è stato attivato il Centro Tematico Regionale (che segue gli impianti a rischio rilevante, tra cui compaiono quelli del petrolchimico di Ferrara), oltre all’agenzia nazionale dell’ambiente, Ispra. «L’obiettivo è di acquisire più dati possibile per poterli portare su un tavolo attorno al quale riunire tutti i soggetti che hanno competenze su quell’area industriale - dall’Arpae al Comune, ai vigili del fuoco - e poter discutere con la proprietà delle aziende. La sede giusta potrebbe essere la prefettura», aggiunge Trentini. Le funzioni dell’Arpae sono circoscritte all’aspetto ambientale, sottolinea il direttore dell’agenzia, «noi non possiamo intervenire sugli impianti. Da qui la proposta di allargare il confronto a un ventaglio di autorità e soggetti per poter ricavare un quadro della situazione il più completo possibile». L’idea di organizzare un vertice tecnico sui guasti e la sicurezza nel petrolchimico è condivisa dal Comune.
«Stiamo monitorando la vicenda in costante contatto con Arpae, Ifm e vigili del fuoco e ci stiamo attivando per riunire tutte le competenze nella stessa sede perché gli incidenti sono diventati troppi ed è arrivato il momento di trovare spiegazioni e risposte», annuncia l’assessore Caterina Ferri.
L’emergenza-torce, in questi giorni, si è venuta ad aggiungere alla vertenza sulla cessione di Versalis e al caso Fiorini, che ha trasformato lo sciopero aziendale di domani (Eni) in uno sciopero che coinvolgerà l’intero stabilimento. (gi.ca.)
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