Il silenzio del mutuo (muto) soccorso
Vicenda Carife: alla fine con una lentezza resistenziale hanno risposto alla Nuova tutte le associazioni chiamate in causa
di STEFANO SCANSANI
Hanno risposto tutti, ma con una lentezza resistenziale. La domanda della Nuova Ferrara era: la sua organizzazione si spartiva i posti nei cda del Gruppo Carife. Qual è la sua posizione sulla crisi della banca e sul salva-banche? Alberto Minarelli, presidente della Cna, ha inviato una lettera aperta l'8 gennaio. Pier Carlo Scaramagli, presidente di Confagricoltura, ha firmato una comunicazione il 13 gennaio. Giulio Felloni, presidente dell'Ascom, ha trasmesso una sua dichiarazione il 15 gennaio. Oggi proponiamo il documento di Guido Montanari, presidente di Confartigianato. Ce l'abbiamo fatta, nel senso che per la prima volta siamo riusciti a snidare dalla matrioska le organizzazioni rappresentate nei cda della Cassa. Per la prima volta dalla crisi, dalla terapia intensiva del commissariamento e dalla fine della vecchia Carife: due anni e otto mesi d'attesa.
Secondo un non raro sentimento l'intervento delle organizzazioni doveva essere immediato e spontaneo. Le risposte hanno pesi specifici diversi: c'è chi ha guardato al passato grasso e ridente con nostalgia; c'è chi ha appena toccato il problema del «sì, nella sala dei bottoni c'eravamo anche noi»; c'è chi si è detto sempre e comunque al fianco dei risparmiatori rimasti in bolletta; c'è chi ha identificato nella politica nazionale e locale la responsabilità della strumentalizzazione della partita delle colpe. Indubbiamente ciascuno è libero di fornire una propria linea di lettura, difesa o interpretazione. Ma non possono sfuggire alcuni dettagli comuni nelle risposte. Il primo è appunto il loro non automatismo (un «tanto dovevamo ai ferraresi» nessuno l'ha scritto). Il secondo è l'universalismo delle risposte, sollecitate dalla Nuova, ed inviate al globo terracqueo con una smania urbi et orbi inaspettata, come se l'occasione data dalla Nuova fosse liberatoria. Il terzo è lo scambio di persona che è avvenuto nel caso della Confartigianato. Avevamo fatto appello al suo direttore Giuseppe Vancini, perché è stato nei cda di Carife, e se ne intende. Ci ha risposto invece il presidente. Grazie. Può anche succedere che un'organizzazione di categoria, puntualmente presente nel poltronificio, adori il silenzio. Nel punto topico e rovente del «dove eravate», del «cosa facevate», del «perché non avete detto subito la vostra», Confartigianato infatti si converte al monachesimo, anzi, alla clausura delle parole: «Per quanto attiene la storia delle persone, Confartigianato ritiene di avere messo in campo le migliori risorse. Soffermarsi a valutare gli infausti esiti degli ultimi tempi senza storicizzare gli avvenimenti e le decisioni assunte per giustificarli, ci pare parziale, se non addirittura strumentale. Fermo restando le responsabilità personali che stanno emergendo. Il nostro silenzio è stato fin qui giustificato da una sorta di rispetto per chi, azionisti in primis, ha perso tutto».
Bene, allora storicizzeremo i silenzi delle organizzazioni di categoria durati due anni e otto mesi. Temo che valga il proverbio mai appassito che ci fa credere che «il silenzio è d'oro». Ne consegue che Ferrara ha perduto la vecchia Carife ma ha conservato il suo mutuo (muto) soccorso.
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