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Copertoni, il riciclo diventa un business

di Marcello Pulidori
Copertoni, il riciclo diventa un business

Formignana, il caso dell’ex frigo apre scenari sorprendenti Dalle gomme si ricavano persino le pavimentazioni sportive

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FORMIGNANA. Tonnellate di pneumatici, centinaia di lastre di eternit e altro materiale nocivo per la salute. Il tutto abbandonato in un ex frigo in via Nevatica. La Nuova ha pubblicato il viaggio martedì (ieri). Marco Ferrari, sindaco di Formignana, ha promesso che «un camion alla settimana arriverà per portare via i copertoni. Entro l’estate contiamo di finire. Restano 15 tonnellate da smaltire». Intanto sul tema smaltimento copertoni è in corso un dibattito che oltrepassa i confini della provincia. E per una volta i numeri sono confortanti. Sono state, infatti, 19.453 le tonnellate di Pfu (Pneumatici Fuori Uso) raccolte in Italia nel 2014 (+15,9% rispetto all’anno precedente), il 100% degli pneumatici che, successivamente alla demolizione, sono stati destinati al riciclo. Le operazioni di ritiro, effettuate nei 1.365 auto-demolitori dai 29 operatori abilitati, sono state 3.231 (+19%). Analizzando i dati a livello territoriale, i picchi più elevati di raccolta si raggiungono nelle regioni più popolose e in quelle dove maggiore è la presenza di demolitori: Lombardia (2.575 tonnellate raccolte con un incremento del 15,4%), Campania (2.376 tonnellate, con quasi il 9% in più rispetto al 2013) e Lazio (2.341 con un aumento di ben il 56,5%, la variazione più alta in Italia). Questa speciale tipologia di rifiuto, se gestita correttamente, permette un risparmio notevole di CO2 (anidride carbonica): nel 2014 l’avvio al riciclo dei Pfu derivanti dai veicoli a fine vita, ha consentito di evitare l’emissione di quasi 39mila tonnellate di anidride carbonica equivalenti. Numerosi i possibili utilizzi del polverino: sotto-fondi stradali, pavimentazioni sportive, pannelli fono-assorbenti, arredo urbano e decine di altri usi. Infine, il polverino (con diametro molto piccolo) può essere mescolato ad asfalti e cementi migliorandone le proprietà meccaniche.

«Il bilancio di questi due anni di attività rappresenta – ha detto di recente il ministro dell’ambiente Gianluca Galletti - una scommessa vinta dall’ambiente e dai cittadini. Il corretto recupero riduce di fatto a zero la possibilità di smaltimenti illegali che negli anni passati hanno disseminato il nostro paese di discariche abusive di pneumatici». Con il riciclo si aprono così nuove possibilità e nuovi mercati per le materie prime seconde, come il granulato di gomma e l’acciaio che è possibile recuperare. Questo dimostra come attraverso i corretti stimoli, anche normativi, la Green Economy italiana sia capace di costruire sistemi complessi e capillari.

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