Ergastolo anche con l’abbreviato
Ora il processo: senza sconti di pena per questo caso. Lo Stato non pagherà le difese
Il caso è chiuso: il caso di un omicidio brutale e violento, commesso con crudeltà che ha portato alla morte di Pier Luigi Tartari per «asfissia meccanica violenta da soffocamento», per cui il pm Filippo di Benedetto ha contestato ai tre assassini, Ivan Pjadek, Constantin Fiti e Patrick Ruszo, due aggravanti che prevedono per entrambe l’ergastolo. La prima, quella dell’aver commesso l’omicidio con «crudeltà nei confronti della vittima».
La seconda per aver commesso l’omicidio di Tartari traendo profitto o impunità dalla rapina in casa sua: aggravante per cui - prima che venisse abolita dalla Costituzione - era prevista la pena di morte: sottolineatura dovuta solo per rimarcare la gravità delle richieste della procura che ha inviato gli atti di chiusura indagini. Il caso è chiuso, dunque, e adesso per gli avvocati difensori dei tre accusati di omicidio pluriaggravato è tempo di pensare a strategie difensive.
Quella più ovvia che sceglieranno gli avvocati Filippo Sabbatani (per Ruszo), Alberto Bova (per Fiti) e Daniele Borgia (per Pajdek) è la richiesta di rito abbreviato. Che permette uno sconto, in caso di condanna, di un terzo di pena: ma allora se si parte nel conteggio della pena dall’ergastolo, si scende a 30 anni di condanna? No. Perchè in questo caso, coi calcoli aritmetici (con la doppia aggravante) e la somma delle pene degli altri reati (tra cui rapina aggravata), i giudici potrebbero chiedere anche la pena dell’isolamento diurno: che verrebbe azzerato in abbreviato, ma resterebbe l’ergastolo, carcere a vita, pena sempre più vicina ai tre imputati. Che hanno diritto alla difesa, anche con il gratuito patrocinio, ossia l’assistenza pagata dallo Stato. Ma sia a Ruszo che a Fiti è stata negata questa possibilità, pur chiesta dai loro legali: i giudici hanno detto che Fiti non può avere il gratuito patrocinio perchè aveva entrate come ladro di biciclette. Così Ruszo, che aveva soldi per i proventi delle rapine. Per loro non pagherà lo Stato. E la difesa è sempre più in salita. (d.p.)
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