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“Il mondo che vorrei” parte dalle scuole

“Il mondo che vorrei” parte dalle scuole

Elementari e medie del comprensorio di Copparo hanno partecipato al concorso suddiviso in tema scritto e fotografie

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COPPARO. È cominciato da pochi giorni un nuovo anno, ognuno di noi spera sia migliore del precedente: i buoni propositi aumentano, il desiderio di migliorare o curare maggiormente ciò che è stato il nostro ieri diventa una prerogativa.

Il concorso “Il mondo che vorrei”, creato nell’ambito del progetto “Mondo Piccolo” di Mauro Simeon e staff, dal Lions Club di Copparo e da Paolo Orsatti (fra i promotori di FeComics & Games), vede il bambino protagonista e proprio per questo le scuole medie ed elementari del comprensorio di Copparo hanno elaborato una serie di testi e scattato fotografie inerenti al mondo che desidererebbero. Questa è la prima pagina in cui pubblichiamo questi lavori, per un progetto che proseguirà nelle prossime settimane con altre iniziative, dopo le prime tre che si sono tenute proprio a Copparo. Prima c’è stata l’affollata riunione - al Teatro De Micheli - nella quale sono stati affrontati i problemi del mondo adolescenziale di oggi, a cui hanno partecipato esperti e rappresentanti dell’amministrazione comunale di Copparo, la prima a credere nel progetto “Mondo Piccolo”. A seguire bella festa in piazza con le tante associazioni sportive che hanno aderito all’iniziativa, fra queste l’Asd Addestramento Estremo (istruttori Francesco Rizzato e Leonardo D’Avolio), partner del progetto al pari della Nuova Ferrara. Infine, le premiazioni dell’altro concorso alla sala Torre.

Tornando al concorso nelle scuole, da sempre l’uomo nasce sognatore ma, troppo spesso, tende a dimenticare, accantona il proprio “vero” eroe per posare il proprio sguardo su fasulle figure mitiche presenti nella società.

“Uno sguardo pulito”: ai bambini delle scuole elementari e medie del comprensorio Copparese sono stati forniti diversi temi da trattare, diverse idee dalle quali trarre spunto per esporre le loro idee.

Carlotta Breda

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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